L’alieno nella pancia. XI

(…continua da qui…)

31 dicembre
– 12 giorni al contatto con l’alieno

“Signore, non so come dirglielo. Abbiamo avvistato la scia di un oggetto volante non identificato in rapido avvicinamento.”
“Non è possibile, la data concordata non sarà che tra 12 giorni”
“Lo so ma ho ragione di pensare che si tratti di Staglieno. Anche se non sta seguendo il piano prestabilito”
“Mh, capisco. Mi dia tutte le informazioni in Suo possesso”

Rottura alta del sacco amniotico. Non era previsto che iniziasse così l’atterraggio dell’alieno, a fari spenti nella notte di capodanno, a 12 giorni dalla data prevista e senza avvisaglie. Ma il messaggio era indiscutibile: nasco io, quindi decido io come e quando.
Dato che dal liquido era iniziato tutto, Staglieno ha deciso di manifestare la sua intenzione di sbarco con un piccolo flusso costante di fluido inodore e incolore.

E’ il 31 dicembre e i festeggiamenti del personale ospedaliero contrastano con un cielo muto, senza fuochi d’artificio né alieni all’orizzonte.
L’ospedale verifica il quadro clinico, lo conferma e chiude le porte: da qui non si esce fino a quando l’alieno non avrà toccato terra.
Anche se non ci sono contrazioni?
Anche se non ci sono contrazioni. Si chiama ricovero.

Prendo posto nel lettino, resto in ascolto. Dall’altra parte del cielo Staglieno si fa sentire appena. I movimenti vigorosi delle notti a tre nel lettone sembrano più che mai distanti.
Anche tu hai iniziato ad intonare la haka, mio piccolo sconosciuto?

Al monitoraggio del mattino il battito cardiaco dell’alieno pare regolare e distante. Ci dicono che sta bene, che ha liquido amniotico a sufficienza, ma anche che se allo scadere delle 18 ore Staglieno non avrà avviato le manovre per l’atterraggio bisognerà procedere con la discesa controllata.

Le 18 ore scadono e l’alieno pare totalmente dimentico dei suoi propositi. Si inizia con la trafila medica: monitoraggio, olio di ricino, monitoraggio, antibiotico, borsa dell’acqua calda, distacco manuale delle membrane, monitoraggio, fettuccia Propess, monitoraggio, seconda fettuccia Propess dopo espulsione involontaria della prima, monitoraggio, doccia calda su schiena e pancia.
Vivo 3 giorni tra la mia stanza, i corridoi del reparto e la sala monitoraggio, con contrazioni regolari, abbastanza distanti per essere considerate preparatorie ma sufficientemente ravvicinate da rendere ardua l’impresa del sonno. Mio marito entra ed esce dall’ospedale sforando ogni possibile orario di visita per essere presente ad ogni mio esame.
Staglieno nel frattempo – dicono – ha avviato le manovre per l’atterraggio, ma troppo lentamente. Non si può aspettare oltre, bisogna tirarlo giù.

(…continua qui…)

***

Link alle puntate precedenti:

L’alieno nella pancia I

L’alieno nella pancia II

L’alieno nella pancia III

L’alieno nella pancia IV

L’alieno nella pancia V

L’alieno nella pancia VI

L’alieno nella pancia VII

L’alieno nella pancia VIII

L’alieno nella pancia IX

L’alieno nella pancia X

2 pensieri su “L’alieno nella pancia. XI

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