Go North (but not that North) – 2

(…continua da qui…)

TALLINN (EST)

Non si possono scattare fotografie all’interno della cattedrale ortodossa dedicata ad Aleksandr Nevskij. Subito dopo averlo scoperto, un gruppo di giapponesi ha deciso di non proseguire la visita ed è uscito compatto dalla chiesa in segno di protesta. No photo, no party.
A Tallinn ci sono panchine lunghissime per permettere a più coppie di limonare contemporaneamente.
Gli adesivi che riportano i numeri di telefono dei servizi di aiuto ai tossicodipendenti sono in russo. La lonely Planet dice che in effetti qualche problema con la minoranza russa c’è. Sarà anche che nel 1991, quando è diventata indipendente, l’Estonia ha deciso di non favorire molto l’integrazione delle minoranze, non attribuendo la cittadinanza a tutti i residenti ma solo a quelli che erano cittadini della Repubblica estone 51 anni prima. Chi si era spostato lì solo 50 anni prima, o 49 anni e mezzo, doveva attraversare un complesso processo di naturalizzazione su cui anche Amnesty international ha avuto qualcosa da ridire. (Link ad articoli seri di seguito al post)
I mercati si confermano per me uno dei migliori posti in cui passare del tempo in vacanza. Una vaschetta di lamponi o more fresche di raccolta può davvero svoltarti la giornata.
Abbiamo assaggiato lo spratto del baltico, che è il pesce con il nome meno attraente del mondo ma che in fondo non dista molto da una sarda.
La presenza di Seebach, Toi Toi e simili in città è molto folta e a parte qualche caso di schizzi di sangue o materiale organico in sovrabbondanza la loro pulizia è decorosa.
Se vuoi fare un museo navale con un sommergibile di 60 metri, assicurati di aver portato dentro il sommergibile prima di finire la struttura.
I bambini estoni sanno prendersi cura di se stessi. Camminano diversi metri dietro alla madre che tavana sul cellulare, scalano gradinate in autonomia, si arrangiano insomma.
Il sabato i negozi chiudono alle 17.
Piacciono le macchine americane tamarre, compresi esemplari demenziali come i pickup cabrio.
Il legno, soprattutto grezzo, è parte integrante di architettura e arredamento, dai cancelli alle coperture delle case, alle decorazioni dei sottopassi pedonali.
Telliskivi è un quartiere industriale riconvertito a centro culturale e cittadella hipster. Quanti stereotipi hipster riuscite ad immaginare? Qui li abbiamo tutti: barbe curate, risvoltini, bici vintage, appendiabiti e bobine in legno messi a caso come decoro urbano, localini in stile francese, aree con erba finta per simulare picnic, mostre fotografiche impegnate sul Brasile, locali ricavati da treni, negozi di abbigliamento vintage e design. Quello che però rende interessante Telliskivi, e la allontana da certe nostre stupidità nazionali, è che è una realtà permeabile: ci trovi famiglie vestite con abiti comodi e per niente fashion, anziani che bevono un bicchiere di vino, ragazzi nelle sale prove che suonano metallo pesante, cittadini di passaggio, bar che servono torte decisamente pannose e classiche, treni che passano in mezzo al quartiere.
A Tallinn ci siamo imbattuti nel Depeche Mode Baar, un bar in cui si ascolta solo musica dei Depeche Mode e tutti i cocktail hanno nomi di canzoni della band. Non ce la siamo sentita di entrare.

(…continua qui…)

L'immagine può contenere: testo

Link e articoli seri:

https://www.amnesty.org/en/countries/europe-and-central-asia/estonia/report-estonia/

https://news.vice.com/it/article/cittadini-alieni-lettonia-estonia

2 pensieri su “Go North (but not that North) – 2

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...