EDIMBURGO, GIORNI 3 E 4

Edimburgo per i polpacci è la Venezia del Nord.
Abbiamo visto un bar in cui metà dei tavoli erano stati occupati da cestini della merenda. Ci siamo immaginati un enorme picnic di quartiere.
La parte interessante della visita a Mary king’s close è che effettivamente è ben conservato, in compenso i bamboloni di plastica in stile Madame Tussauds sono un po’ kitsch.
Lo scozzese ha un suono chhhhhhhh che pensavo appartenesse solo al turco e a Elio e le storie tese.
Il succo di mela frizzante ha il suo perché.
Gli scones esistono ancora, non erano un’invenzione del mio libro di inglese delle medie.
I barber shop sono uno dei negozi più presenti in città ma non ho visto un solo abitante di Edimburgo con uno di quei tagli hipster di barba e baffi che si vedono in Italia e che hanno portato alla moltiplicazione dei barbieri da noi. Pardon, degli hairstylist. Beardtender. Beard manager.
I tatuaggi colorati qui funzionano meglio perché l’abbronzatura è vista come una malattia.
Tesco ti entra nel cellulare e ti bersaglia di messaggi sulle promozioni in corso.
Il black pudding non abbiamo capito cosa contiene e perché è nero.
La misura del porridge è porridge senza misura.
Le sirene dell’ambulanza sfociano negli ultrasuoni.
Non piciuccano con il cellulare quanto gli italiani, anzi, non piciuccano quasi per nulla.
Il Meadows è un parco reso nebbioso dalla grande quantità di barbecue a terra.
Il national monument in cima a Calton Hill è una facciata di tempio greco piazzata a caso sopra una collina che guarda Edimburgo.
L’alcool al supermercato ha un prezzo minimo stabilito.
Se hai un amico facoltoso puoi sperare che ti faccia costruire un memoriale anche se non hai fatto niente di importante nella tua vita.
Quasi tutti i locali hanno il certificato di eccellenza TripAdvisor o un riconoscimento di qualche tipo.
Mi sono scottata naso e collo. Proprio come i turisti tedeschi in Italia, ha puntualizzato Andreas. Sembri Rudolph, ha aggiunto il barbuto.
Edimburgo va al secondo posto nella classifica delle città in cui vorremmo vivere. Sarajevo conserva la vetta anche in virtù delle pekara aperte fino a sera tarda.
A vedere il monumento al cagnolino Bobby, l’Hachiko britannico, ci vanno i turisti italiani e quelli che stanno cercando un posto dove fare colazione vicino al castello.
Gli scozzesi sono talmente pucciosi che prima di “Not in service” sugli autobus fuori servizio scrivono “Sorry”.
I controllori sui mezzi pubblici controllano veramente i biglietti.
La spiaggia di Portobello è il paradiso dei cani.
Gli operai di mattina fanno pausa tutti insieme al bar. Amano il fritto. Nessuno va di corsa. Insomma, auspichiamo il gemellaggio Puglia-Scozia.

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