Ius, ma non da soli

Alcune settimane fa sono stata contattata via Couchsurfing da un ragazzo brasiliano che aveva bisogno dell’estratto di nascita del nonno, nato in Italia, per poter richiedere la cittadinanza italiana. Il Comune di Oderzo dichiarava di avergli inviato il documento ormai tre mesi fa ma l’invio era stato fatto in modalità non tracciabile e il plico non risultava mai giunto a destinazione, quindi il ragazzo in questione mi ha chiesto di aiutarlo nella comunicazione con l’ufficio anagrafe. Cosa che ovviamente ho fatto.

Da questo aneddoto ho maturato due ragionamenti. Il primo è “Perché non ce la posso fare proprio emotivamente, biologicamente direi, a stare sul mio?”.
Il secondo invece è questo: una persona che non è nata in Italia, non ha vissuto in Italia, non parla la lingua italiana può richiedere la cittadinanza italiana in virtù di un qualche avo dichiarato italiano. La legge che prevede che un bambino nato in Italia, parlante la lingua italiana, con relazioni in questo territorio e genitori stabilmente residenti qui da un certo numero di anni, invece, è bloccata in parlamento e fortemente osteggiata.
Che razza di logica perversa c’è dietro? Che cosa definiamo “cittadinanza italiana”?

***

Per approfondire la questione:
http://www.redattoresociale.it/Notiziario/Articolo/538208/Ius-soli-cinque-bufale-smontate-sulla-nuova-legge

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