Uzbekistan – Riflessioni del giorno 5.

I posti di blocco della polizia vengono presegnalati da un cartonato della macchina della polizia. Giuro. Vorremmo fare delle foto minchione ma temiamo di danneggiare la diplomazia italo-uzbeka.

La posizione più comoda per riposarsi​ all’ombra, aspettando l’autobus o riprendendo fiato, è lo squat.

Il vento dall’Afghanistan porta sabbia in bocca.

Le pubblicità progresso (leggi: propaganda) qui sono dei tabelloni di almeno 3m x 5 posti lungo le strade.

Lo spazio sopra il tettuccio di una macchina datata (tipicamente una Lada) è una piattaforma su cui si può caricare di tutto: divani, tapchan, tubi di ferro, tondini, assi… Così si mantengono meglio le distanze di sicurezza.

Due bambini-venditori di spezie si sono sfidati a singolar tenzone per conquistarci. La lotta è stata vinta dal bambino che con la sua bustina di spezie ha buttato a terra la bustina, con il medesimo contenuto, del suo avversario. My spices are better than yours.

Nelle montagne uzbeche la segnaletica la fanno gli animali in mezzo alla strada.

Andando a Samarcanda la nostra guida ha ritenuto indispensabile farci ascoltare Samarcanda di Roberto Vecchioni. E cantarla tutta.

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