Stay Balkan. 8a parte

Gli antichi costruirono Valdrada sulle rive d’un lago con case tutte verande una sopra l’altra e vie alte che affacciano sull’acqua i parapetti a balaustra. Così il viaggiatore vede arrivando due città: una diritta sopra il lago e una riflessa capovolta. Non esiste o avviene cosa nell’una Valdrada che l’altra Valdrada non ripeta, perché la città fu costruita in modo che ogni suo punto fosse riflesso dal suo specchio, e la Valdrada giù nell’acqua contiene non solo tutte le scanalature e gli sbalzi delle facciate che s’elevano sopra il lago ma anche l’interno delle stanze con i soffitti e i pavimenti, la prospettiva dei corridoi gli specchi e gli armadi.
(…) Le due città gemelle non sono uguali, perché nulla di ciò che esiste o avviene a Valdrada è simmetrico: a ogni viso o gesto rispondono allo specchio un viso o un gesto inverso punto per punto. Le due Valdrade vivono l’una per l’altra guardandosi negli occhi di continuo, ma non si amano.
(Le città e gli occhi.1  – Le città invisibili, di Italo Calvino)

Due sono le anime di Ohrid: la città timida e la città del turismo balneare.
C’è la Ohrid del turismo, chiassosa, densamente popolata di turisti macedoni, ma anche croati, francesi, italiani e austriaci, attratti dai nuovi luoghi di villeggiatura a costo ridotto. Quelli che una volta si affollavano sulle spiagge italiane e croate e che la congiuntura economica ha spinto via via verso destinazioni sempre più profondamente “jugo”, sempre più a buon mercato.

La strada che porta alle due Ohrid è la stessa e attraversa il bel parco nazionale Galicica, verdissimo e selvaggio.

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Raggiungiamo abbastanza agevolmente l’appartamento che abbiamo prenotato, nonostante la scarsità di segnaletica. Vlado, il proprietario, che abita nell’appartamento sottostante, ci offre cibo e bevande in quantità tale da compensare un’attraversata a piedi del deserto. Ma noi arrivavamo in macchina.
Entro i primi dieci minuti di permanenza appaiono caffé turco, albicocche sciroppate, succo, acqua. “Volete della rakia?”. Ore 16. Come no.
Verso sera ci addentriamo nella Ohrid-da-riviera-romagnola, imbattendoci a pochi passi dall’appartamento in un concerto dei Prodigy a prezzo contenuto. Scopriamo così che la stagione concertistica di Ohrid propone nomi del calibro di Prodigy, Nicky Romero, Al di Meola.
E scopriamo anche che ci sono molte caratteristiche trasversali alle località turistiche di tutto il mondo: i moltissimi giovani che migrano a stormi, le pance spesso scoperte e il fatto che il turista che non sceglie oculatamente il locale in cui cibarsi venga spennato.
Dopo lunghe vasche per il centro scegliamo di cenare in un ristorantino che ci sembra affrontabile per i nostri standard da studente fuori sede. Ordiniamo un piatto di formaggi e salumi, lo mangiamo, ci intristiamo per la scarsa qualità, usciamo, troviamo un chiosco di panini sulla strada, ceniamo di nuovo.

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Vaghiamo ancora tra vetrine invase da vestiario molto sbrilluccicante, gli edifici imponenti tappezzati dalle pubblicità e le strade strette e popolosissime e dopo un’ultima passeggiata sul molo salutiamo la Ohrid della movida per andare a conoscere la gemella timida.

Ohrid la timida ricorda certe zone delle Cinque terre nel suo spiovere sul mare, nei vicoli tra le case, nei colori dei fiori e dell’acqua.
La Chiesa di Santa Sofia è l’immagine da cartolina con cui Ohrid ha ottenuto spazio nelle homepage di tutti i siti turistici della Macedonia, ma vagando tra le stradine o arrampicandosi su una collina si possono gustare panorami non meno poetici.

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A Ohrid la mite i piatti sono più abbondanti e il cibo è più appetitoso, i gatti sono più pigri, i fiori più brillanti. Ma anche il silenzio nasconde disagio e il disagio si chiama Fortezza dello zar Samoil.

Le fortezze in Macedonia hanno sempre qualche magagna: quella di Skopje era animata da una coppia che sembrava uscita da un set di film porno in costume tradizionale, piena di erbacce e con molte aree chiuse al pubblico; quella di Ohrid era una sorta di cantiere senza rete di sicurezza con tanto di scavatori e drone volante.

La vista è bella, invece. Come bella è anche nella Ohrid delle stradine affollate e festaiole, perché la natura è democratica con le città, anche quando sono scisse.

***

Link alle puntate precedenti del racconto di viaggio:

Stay Balkan. 2808. – Prologo
Stay Balkan 1 – Niš
Stay Balkan 2 – Niš
Stay Balkan 3 – Buzludzha
Stay Balkan 4 – Sofia
Stay Balkan. Intervallo
Stay Balkan 5 – Skopje
Stay Balkan 6 – Skopje
Stay Balkan 7 – Krusevo

4 pensieri su “Stay Balkan. 8a parte

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