di coppetta mestruale non si muore

Questo blog non è uno spazio per raccontare i fatti della mia vita ad amici immaginari, né tantomeno un espediente per bruciare le tappe delle mie relazioni reali costringendo le persone a subire il flusso della mia interiorità.
Ho voluto costruirlo come una cucina in cui bere un té o una camomilla con persone che non sempre conosco.
Premetto questo perché il tema del post che condivido qui oggi è meno trasversale del solito ed è ancora considerato un tabù da molti: il ciclo mestruale. Non mi addentrerò qui nelle meraviglie e nelle miserie di quei 5/6 giorni al mese in cui il corpo femminile ci ricorda che possiamo essere madri e lo fa strizzandoci le ovaie e lasciandoci in balia di sbalzi d’umore fuori controllo, né mi dedicherò ad una riflessione sul fatto che una donna nuda, ripresa, stuprata è socialmente accettabile mentre una donna alle prese con il ciclo naturale del suo corpo ci fa ricorrere a termini omertosi come “le sue cose”, “quei giorni””il marchese”, benché ce ne sarebbe molto da dire.
L’obiettivo del post di oggi è quello di rassicurare le giovani donne (che già nella loro vita subiscono sbalzi ormonali, crisi di autostima, pressioni sociali e metamorfosi fisiche senza precedenti) rispetto all’uso della coppetta mestruale, che da un anno a questa parte mi ha svoltato l’esistenza. Non avrei mai pensato di dedicare un post all’argomento ma dopo aver parlato con diverse amiche incuriosite ma titubanti ho pensato che forse anche questo può essere uno strumento per fare informazione.

Giovane donna, accomodati, metto il pentolino dell’acqua sul fuoco per il té.
Ospite che non rispondi alla categoria “giovane donna”, ti invito comunque ad accomodarti. Scoprirai cose che non vivrai direttamente ma ti daranno un tocco di consapevolezza dell’universo femminile e i suoi misteri cavernosi.

La coppetta mestruale di cui sopra è un’alternativa comoda, igienica ed ecologica ai classici assorbenti. Chi non ha alba di cosa sia può immaginare un piccolo imbuto chiuso di silicone che viene posizionato all’interno della vagina. Questo:

La prima volta che ne ho sentito parlare è stato ad uno spettacolo di Beppe Grillo nel 2006 e la sola idea mi ha fatto orrore. A dieci anni di distanza lo ritengo uno strumento estremamente comodo ma che chiede di maturare una certa conoscenza del proprio corpo. Nel mio caso, ciò che mi ha permesso di avvicinarmi con relativa facilità alla coppetta è stato il fatto di aver usato l’anello vaginale come contraccettivo. Molti sono infatti i tratti in comune nell’inserimento e nell’estrazione della coppetta e dell’anello.

VANTAGGI DELLA COPPETTA
– è comoda ed indolore
– è igienica ed ecologica
– lascia traspirare la pelle
– è economica (con 20 euro ti eviti 10 anni di assorbenti)
– non ne devi piazzare una per borsa
– il rischio di macchiarsi (v. assorbente che si sposta) è praticamente zero
– non da il minimo fastidio
– la si può usare per fare sport, andare in piscina o in sauna senza il minimo problema (le ho testate tutte!)

SVANTAGGI
– bisogna prenderci mano e all’inizio avere le condizioni necessarie di tranquillità e concentrazione (all’inizio io la usavo solo nel weekend, ad esempio)
– meglio avere sempre con sé l’amuchina nel caso in cui nel bagno non sia presente un lavandino o bidet per sciacquare la coppetta

ALCUNE INFO DA SAPERE PRIMA PER EVITARE IL PANICO POI

  1. La prima volta che la indossi leggi il foglietto illustrativo due volte con calma prima di fare qualsiasi mossa. Fidati.
  2. La prima volta che la indossi chiuditi in bagno tranquilla e respira a fondo. Oppure in camera da letto, dove c’è maggiore spazio e luce. L’importante è la condizione di rilassatezza fisica e mentale. Se avere un fidanzato, una sorella o una madre nei dintorni ti è di sollievo, va bene, basta che non sia invadente
  3. Se sei un bagno che non offre un lavandino o il bidet (situazione classica nei festival musicali), no panic. Svuota la coppetta, puliscila con la carta igienica e datti una passata alle mani con l’amuchina o un altro disinfettante. Alla prima occasione utile la laverai meglio.
  4. Servono, almeno a me, tutte e due le mani per mettere la coppetta. Le istruzioni ti dicono che si fa con una ma io con una non ci sono mai riuscita perché si riapre. Quando l’hai piegata a metà, con una mano tieni la parte alta della coppetta e con l’altra tieni premuto vicino al gambo se no si riapre. Poi inizi ad infilarla con calma.
  5. Le posizioni in cui ti puoi mettere per inserirla e toglierla possono essere diverse. Fai dei tentativi.
  6. All’inizio non è facile capire se la coppetta è in posizione o no. Controlla con il dito e se la senti troppo vicina spingi un po’. Oppure accucciati e rialzati un paio di volte, fa ridere ma funziona.
  7. No panic se non vedi più il gambo, la coppetta si ferma comunque dove deve fermarsi.
  8. No panic se la prima volta hai difficoltà ad estrarla. Io mi immaginavo già al pronto soccorso tra le sghignazzate di tutto il personale medico del reparto. Questo è il motivo per cui ti consiglio caldamente di leggere tutte le istruzioni prima di fare alcunché, nelle istruzioni trovi la soluzione. Per estrarla fai un respiro profondo e spingi come se dovessi fare il getto di pipì più forte che tu abbia mai fatto in vita tua. Quando appare il gambo, afferralo con due dita e estrailo mentre continui a spingere. Vedrai che neanche a te toccherà andare al pronto soccorso per farti estrarre la coppetta.

Vedrai, giovane donna, che si sopravvive.
E a te, lettore fuori categoria che sei arrivato fino a qui a leggere, dico questo: la mia stima per te è tanta, davvero tanta.
Tu non puoi immaginare quanto la questione sia rognosa per noi giovani donne. O forse ora sì.

5 pensieri su “di coppetta mestruale non si muore

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