Go Balkan – 10a parte

(… continua da qui…)

“Ma cos’è quella?”
“Una tamarrata, direi, non saprei come altro chiamare una statua dorata in mezzo ad un parco a Mostar”
“Sembra Bruce Lee”
“Ma figurati! Che gliene frega ai bosniaci di Bruce Lee”
“Guarda che ha i nunchaku”
“Non so di cosa tu stia parlando ma ti prego, andiamo a vedere ‘sta cosa”

Procediamo verso il brillio della statua con il rapimento di chi ha una visione mistica e con l’entusiasmo che solo il riconoscimento di un altissimo livello di bruttezza può provocare.
Passo dopo passo si delineano al contrasto con l’erba verde un piedistallo in marmo chiaro, la sagoma (inequivocabile) di Bruce Lee e una scritta
“BRUCE LEE
Tvoj Mostar”
La prima reazione naturale del giovane occidentale di fronte ad una statua di Bruce Lee a Mostar è la regressione all’età dei perché.
Perché Mostar. Perché Bruce Lee. Perché è stata ideata questa statua e da chi. Perché Mostar è TUA, Bruce. Perché c’è questo legame forte e inaspettato tra l’Oriente del mondo e l’Oriente dell’Europa.
La seconda reazione naturale del giovane occidentale di fronte ad una statua dorata di Bruce Lee a Mostar è la necessità impellente di farsi foto cretine davanti al monumento, fingendo di scontrarsi fisicamente con un artista marziale che lo avrebbe potuto massacrare di botte usando solo il mignolo.

La vicenda di Bruce Lee a Mostar oltre ad essere indubbiamente curiosa è anche emblematica della difficoltà di riconoscersi in un vissuto comune dopo la guerra dell’ex Yugoslavia.
All’inizio degli anni duemila, l’associazione giovanile Movimento urbano di Mostar inizia a chiedere la realizzazione di una statua che possa essere un simbolo di unità nazionale dopo il conflitto che ha tranciato la città di Mostar in due comunità etnicamente ben distinte.
Come simbolo di coraggio e dell’ “ideale di giustizia universale”, nell’impossibilità di trovare un eroe autoctono approvato da tutti, viene scelto il piccolo cinese combattivo.
“Tralasciando tutti gli eroi etnici e coloro che si comportano da vittime per motivi di interesse materiale, abbiamo scelto Bruce Lee. Ora possono scervellarsi per decidere se è bosgnacco, croato o serbo” ha dichiarato nel 2003 Veselin Gatalo, una delle menti dell’iniziativa.
Scommessa?  Provocazione? Seria convinzione?
Di sicuro una scelta che ha richiamato molta attenzione su quella che era poco più di una ordinaria miglioria urbana.
La scultura viene commissionata all’artista creato Ivan Fijolić e ne nasce un manufatto a misura d’Uomo (1 m 68cm) di bronzo con placcatura in oro, inaugurato il 25 novembre 2005 , addirittura con un giorno di anticipo sull’inaugurazione della prima statua dedicata a Bruce Lee in Cina.
Scusate la divagazione: trovo straordinariamente comico che i bosniaci battano sul tempo i cinesi su quello che è quintessenza di cinesità. Mi immagino la faccia dell’ambasciatore cinese chiamato all’inaugurazione della statua, in bilico tra il disagio diplomatico nei confronti della madrepadria e la reale soddisfazione per l’ammirazione scatenata da Bruce Lee negli angoli più distanti del pianeta terra.
In compenso, la velocità bosniaca viene ribadita anche nel vandalismo e nonostante le buone intenzioni in meno di due giorni dall’inaugurazione il Bruce Lee dorato perde i suoi nunchaku. Alcuni sostengono che l’atteggiamento marziale della statua, sommato al suo orientamento verso il lato del ponte tradizionalmente abitato da musulmani e da croati, sia stato visto come una provocazione a cui rispondere.
Passano 8 anni prima che  la statua, restaurata, trovi di nuovo posto nel giardino pubblico di Mostar.
Parte di questo lungo lasso di tempo sarà sicuramente stato investito in un’analisi sulle coordinate geografiche più sicure per il destino della statua.
Dalla Cina ma senza furore.

(…continua qui…)

Alcuni link di approfondimento:

Articolo del 2003 di Transitions

Articoli del 2005 ad opera di Osservatorio Balcani e Caucaso, AGI, Rainews, Il Corriere della Sera e BBC

Articoli del 2013 ad opera di Gemma Bigi di ANPI e  Linkiesta,

***

Link alle puntate precedenti del racconto di viaggio:
Ritorno nei Balcani – Prologo
Go Balkan 1 – Zagreb
Go Balkan 2 – Podgarić e Jasenovac
Go Balkan 3 – Beograd
Go Balkan 4 – Srebrenica (1a parte)
Go Balkan 5 – Srebrenica (2a parte)
Go Balkan 6 – Sarajevo (1a parte)
Go Balkan 7 – Sarajevo (2a parte)
Go Balkan 8 – Sarajevo (3a parte)
Go Balkan 9 – Sarajevo (4a parte)

3 pensieri su “Go Balkan – 10a parte

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