Le vite degli altri

Ex che si sposano, che fanno figli, che vanno a convivere.
A volte te lo scrivono, mossi probabilmente dal desiderio di andare in pari con il passato, a volte lo scopri per vie traverse che non hai mai cercato.
Puoi dirti che non ti dovrebbe toccare, non ti dovrebbe riguardare, che l’unica reazione da avere è un vivo desiderio di felicitazioni che non soddisferai.
Invece un cazzo.
In qualche punto di me ogni volta parte un po’ di valanga. Perché mentalmente ho fermato la crescita delle persone con cui sono stata. Enrico avrà sempre 24 anni e sarà sempre alto secco e con lo sguardo dolce. Alberto ne avrà sempre 35 e ordinerà sempre i cd in ordine alfabetico. Alessandro ne avrà sempre 31 e metterà sempre le t-shirt dei fumetti della Marvel.
Non ho rimpianti né rancori per la fine delle mie relazioni, bisogna perdonarsi anche gli errori per essere accoglienti verso il futuro, però accettare che il fotogramma che ho deciso di tenere e la vita reale non coincidano non è facile.
Accettare che le persone diventino adulte e finalmente si prendano le proprie responsabilità, accettare che siano arrivate a costruire quello che avrei immaginato per me e loro mentre ci stavo insieme. La vita adulta, le scelte grandi, la solidità. Tempo fa avrei immaginato di essere io, quel punto di svolta, che avrebbero affrontato con me quel meraviglioso e complesso accesso all’età delle scelte di vita. Non è stato così.
L’attribuzione delle colpe è un gioco che ho smesso da fare da anni; un anno e mezzo di psicoterapia ti instaura un riflesso pavloviano verso queste cose. Inizi a pensare alle colpe e ti parte il conato. Sarò colpevole ma, scusatemi, ora voglio vivere.
E voglio vivere felice, appieno, come sto facendo ora.
Penso ai miei ex, che finalmente diventano adulti.
Che scema che ero stata a pensare che solo io sarei cresciuta.
E allora vaya con Dios y suerte.
Siate felici come noi non avremmo potuto essere.
Sono le 5 di mattina, smetto di scrivere, guardo il gatto che dorme sul tappeto in una posizione sorprendentemente elastica.
Max è sempre lì, sul lato destro del letto, il lato della porta.
Riprendo il mio posto nel mondo, il mio posto accanto al suo respiro.

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