Perchè devi salvarti

E’ l’attesa che ti ammazza. O forse non solo l’attesa.
E’ l’impotenza, ancor più dell’attesa, ancor più del macigno che ti blocca il respiro nello sterno.
Sapere che non sei vivo e non sei morto e che io costituisco una forza ininfluente sulla stasi.

E allora resto qui al lavoro e ti penso, penso al tremore che muoveva ogni tua singola porzione di pelle e ossa, penso al filo di saliva che ti scendeva dalla bocca stanotte e andava a depositarsi sui baffi.
Per ore ho vissuto la tua stessa angosciante mistura di elettricità e acqua, brividi e lacrime, mentre tentavo di farmi forza e di capire come aiutarti.
Poi è arrivato il veterinario, dall’amore senza mezzi alla scienza degli strumenti. E dopo ore di lavanda gastrica e flebo hai avuto la forza di donargli le tue fusa migliori.
Se è stato dolo, incidente o noncuranza a ridurti così lo capiremo più avanti o lo decideremo arbitrariamente per amore di risposta e per poterci arrendere all’ineluttabile democrazia del tempo.

Nel frattempo tu devi salvarti.
E ripeto, bada, devi.

Devi salvarti perché non sei un gatto ma una pantera. Lo si è sempre visto nell’elegante opposizione delle zampe posteriori a quelle anteriori durante la caccia e lo si vede ora nella lotta contro la morte che non lasci avanzare.
Devi salvarti perché sei stato tu a scegliermi per primo ed è stato un dono enorme. E dopo di me hai scelto Max e il tepore delle sue gambe.
Devi salvarti per l’unità del presepe, che senza il nostro Gesù Gattino ci fa sentire una coppia sterile senza Arcangelo Gabriele.
Devi salvarti per rispetto verso il posto sterminato dentro di te where the wild things are, per il ninja cat che alle 21 ci ha abituato al suo scrat scrat scrat sui divani e sui cartoni.
Devi salvarti perché sei il capostipite di una nuova razza di gatto che soffre la solitudine e sceglie sempre la stanza della casa in cui si sono accumulate più persone.
Devi salvarti perché di tutto quello spazio vuoto che hai lasciato nel nostro lettone non sappiamo che cosa farcene e perché non possiamo accettare di vivere una vita di magliette senza peli grigi.
Devi salvarti perché le vite di un gatto sono 7, e forse qualcuna l’hai fatta fuori, ma ci risulta ne manchino ancora parecchie.
Insomma, hai capito dove voglio andare a parare, vecchia pellaccia.
Mostra alla scienza che non ti ammazzano neanche col veleno.

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