40 anni di reclusione a Radovan Karadžić

IL MANICO (Marko Vešović)

Noi che abbiamo vissuto l’assedio di Sarajevo,
di tutto ciò, certamente, non avremo nulla da approfittare.
Quell’esperienza non ci servirà a nulla:
come se avessi perso le mani e guadagnato il violino,
come avrebbe detto Rasko.
Non la puoi trasmettere agli altri.
È possibile restaurare una brocca antica
avendo solo il manico conservato per i tempi nostri?
Bisogna dimenticare tutto
e poi dimenticare il dimenticato. Ma d’ora in poi, spero,
che noi avremo un po’ più di rispetto verso noi stessi,
come il pugile che riceve 1.000.000 di colpi
e rimane in piedi,
e la sua faccia massacrata gli dice nello specchio chi è lui in verità.
Abbiamo conosciuto i nostri limiti.
Perché sapere chi sei è sempre stato
il privilegio della vittima. Sapere quanto puoi sopportare senza andare
in pezzi – questo è l’unico podere
che avrai, se sopravvivrai,
dopo questa guerra infinita come
il fazzoletto che un prestigiatore tira fuori dal cilindro.
Quest’esperienza è la spada che non tireremo
spesso fuori dal fodero. Però, almeno io, terrò la mia mano
sul suo manico.

***

BALČAK (Marko Vešović)

Mi što smo prošli opsadu Sarajeva
od toga necemo imati, razumije se, ništa.
Iskustvo koje nam nece ni za šta služiti:
kao da si bez ruku ostao, a violinu osvojio,
kako bi rekao Rasko.
Niti ga možeš drugima ispricati.
Zar drevni krcag može se zamisliti
prema rucki dospjeloj do našeg vremena ?
Treba da sve u duši zabravimo
i da zaboravimo. Al odsad cemo, nadam se,
imati trun više samopoštovanja
ko bokser koji primi 1 000 000 udaraca
a na nogama ostane
i njegovo mu unakaženo lice iz ogledala
kazuje ko je uistinu.
Iskusili smo vlastite granice.
Jer znati ko si, to je ti uvijek bila
privilegija žrtve. Znati koliko možeš
podnijeti, a da se ne razletiš
u paramparcad – to je imetak jedini
koji ceš, ako preživiš, iznijeti
iz ovog rata, beskrajnog ko marama
što je madionicar izvlaci iz šešira.
To znanje – sablja je koju necemo potrzati
svaki cas iz korica. Ali bar ja cu držati šaku
na njenom u.

Traduzione: Sinan Gudžević e Raffaella Marzano
***

Chi è Marko Vešović lo potete scoprire qui qui, sul sito Casadellapoesia.org
Un bell’approfondimento sulla condanna Radovan Karadžić lo trovate sul sempre Ottimo Osservatorio Balcani e Caucaso

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