interagendo con i profughi

È la conoscenza che ti salva. Da te stesso, soprattutto. Dalle tue fobie, dalle tue miserie. Dai tratti rigidi con cui disegni te stesso.
Non so ancora individuare la Guinea Conakry in una mappa dell’Africa (e neanche Gambia, Costa D’Avorio e Nigeria, in realtà) ma mi sento un po’ meno bianca. Un po’ meno “cattolica da lontano”. Un po’ meno “guardo film impegnati quindi sono buona”. Un po’ meno “basta che non tocchi a me”. Un po’ meno “i migranti economici non sono davvero profughi”.
Ho un principio di meticciato e mi auguro per questa Oderzo-paranoia che sia molto, molto contagioso.

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