Giuro che

Giuro che mi ripiglio. Che sono ancora convinta che operando nel piccolo in maniera responsabile e “a cuore scalzo” uno un po’ la differenza la fa, anche se l’orizzonte del grande sembra farsi sempre più lontano e incurante. Ci credo ancora che la rete sociale, l’accoglienza e l’integrazione siano fondamentali, soprattutto ora, nel dopo-Parigi, nel dopo-Raqqa, nella lotta al terrorismo di qualsiasi forma. Quello che dobbiamo difendere non è un’identità (quale, poi?), ma è un concetto di dignità.
Solo che certi giorni sento il cuore che si secca, mi sento sopraffatta da un senso di impotenza, di miseria, di grettezza, di schifo, di rabbia, di paura rispetto a quanto cambierà nel mondo e nelle nostre vite, nello sguardo con cui guarderemo al diverso, nella libertà che cederemo ancora in virtù della pubblica sicurezza.
Giuro che mi ripiglio. Che non cedo a questa angoscia. Che non smetto di tentare di lavorare perché le cose cambino.
Ma nel frattempo tu, mi compañero, mia pelle, che da giorni ti becchi pipponi a tema distopico, per favore, tieni botta.

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