Per una rete solidale

Ci ho pensato a lungo. Ho lasciato la mia rabbia fluire, diventare vibrazione mentale.
E la mia rabbia è diventata un’idea. E poi una proposta.
Dopo lunghi giorni di rabbia, di dolore, di disagio, di preoccupazione rispetto alla violenza con cui sfoghiamo i problemi della nostra società sugli immigrati, ho pensato che è tempo di rendere manifesta un’alternativa a questo razzismo travestito da difesa dei nostri (!) diritti.
Bisogna andare oltre lo sfogo tra persone che la pensano alla stessa maniera, oltre la buona azione individuale, il volontariato, il buon associazionismo (cose positive ma non sufficienti) e fare rete a livello di cittadinanza.
Bisogna soprattutto andare oltre gli schermi dei nostri computer ed incontrarci, per confrontarsi sui fatti e sul clima in cui viviamo e magari provare a mettere sul tavolo qualche proposta concreta che sia alla nostra portata (quindi, magari, prima di ragionare su manifestazioni da 2000 persone, chiediamoci come possiamo coinvolgere gli immigrati nei nostri quartieri e far cambiare idea al nostro vicino di casa che dice “non sono razzista MA”).

Tutte queste cose che sto scrivendo qui, in cui credo ciecamente, in un raptus di sanità le ho dette a circa 40 persone, dalle quali ho avuto una buona trentina di adesioni.
E il 7 settembre forse qualcosa accadrà.
Magari semplicemente passeremo una buona serata e ci sentiremo meno soli.
O magari riusciremo a trovare una via migliore.

2 pensieri su “Per una rete solidale

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