orto Giuda!

Quando i miei partono per le vacanze a me monta l’ansia.
Non per i pericoli che potrebbero incontrare durante il viaggio ma perché da un loro grande viaggio deriva una mia grande responsabilità: quella di prendermi cura dei fiori e dell’orto.
La partenza viene preceduta da un’accurata lista delle raccomandazioni, in quanto in qualità di loro vicina di casa devo vegliare sulla loro abitazione e soprattutto sul mondo vegetale da cui essa è circondata.
Sotto il mio regno, i gerani di mia mamma tentano il suicidio, le zucchine e i cetrioli raggiungono dimensioni da Guinness dei primati, una pianta può morire di sete come marcire.
E io, sovrana involontaria di questa transizione tra un regno di serenità e un altro regno di serenità, mi sento come un generale che tenta di limitare le perdite umane. O vegetali, in questo caso.

***

Data 12.6.2015
PADRE: “Sì, occhio che poi non vada come l‘anno scorso, che siamo stati via due settimane e con le zucchine ci potevi sfamare l‘Africa, tanto erano grandi“
FIGLIA: “Ma no, papà, figurati! Puoi partire tranquillo!“

Data 18.6.2015
v. illustrazione 1

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illustrazione 1

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