And I’ve seen it all

La notte non era più la notte, poiché non aveva più giorno, più stelle, più luna, più cielo. Noi eravamo la notte. Definitivamente notturni, i nostri corpi, il nostro respiro, i battiti del cuore, i brancolamenti delle nostre mani che andavano senza fatica da una dimensione allaltra, poiché lo spazio era ridotto alle dimensioni di una tomba per un vivo – ogni volta che pronuncio questa parola, dovrei sostituirla con sopravvissuto, ma in realtà ero vivo, un vivo che sopportava la vita nellestrema indigenza, nella prova che poteva finire solo con la morte, ma tutto ciò assomigliava stranamente alla vita.

“Il libro del buio”, Tahar Ben Jelloun

 

Non era scomparsa la luce, non era scomparso il giorno. Ma nello spazio angusto del dolore non filtrava più quello che avrebbe potuto innescare un sovraccarico energetico.
Mi ero abituata al biancore rachitico di una relazione sempre più deviata, sempre più psicotica.
Un neon che non mi avrebbe mai scaldata, illuminata o fatta fiorire, ma ricordava così tanto la luce…
Ma il buio non era più il buio. Io ero il buio.

“Il libro del buio” di Tahar Ben Jelloun racconta un episodio storico, una prigionia, una lotta quotidiana contro il deperimento fisico e psicologico, un doloroso riadattamento ad una normalità percepita come aliena.
In una qualche misura la mia vita sentimentale negli ultimi due anni ha vissuto lo stesso percorso.
La privazione, la depressione, il senso di colpa, la psicoterapia, la liberazione, la faticosissima riscoperta di una sanità sentimentale.
Se non ti è stata tolta a lungo non lo puoi capire, quanto male fa la luce all’inizio, quant’è forte la resistenza che oppone ogni tuo milimetro all’essere illuminato.
La normalità può essere la meta di processo. Per me lo è stata.
Una è la volta in cui nasci da una madre. Ma le volte in cui rinasci da te stessa possono essere molte.

2 pensieri su “And I’ve seen it all

  1. “Ma le volte in cui rinasci da te stessa possono essere molte.”

    quanto è vera e quanto è bella questa frase che hai scritto.

    • Questo è il mio vissuto, non pretendo di avere verità assolute. Penso però che tutti noi dovremmo imparare ad essere creatori e ricreatori di noi stessi, avere il coraggio di stupirci di quello che possiamo essere.
      Grazie del tuo commento, ti abbraccio.

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