Pecore nella nebbia (Sylvia Plath)

Le colline digradano nel bianco.
Persone o stelle
mi guardano con tristezza, le deludo.Il treno lascia dietro una linea di fiato.
Oh lento
cavallo color della ruggine,zoccoli, dolorose campane.
E’ tutta la mattina che
la mattina sta annerendo,un fiore lasciato fuori.
Le mie ossa racchiudono un’immobilità, i campi
lontani mi sciolgono il cuore..

Minacciano
di lasciarmi entrare in un cielo
senza stelle né padre, un’ acqua scura.

(2 dicembre 1962 – 28 gennaio 1963)

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