Vicini alla rete

Se Nikolaj V. Gogol fosse vivo ambienterebbe i Racconti di Pietroburgo nello spazio virtuale del web.
Pietroburgo per Gogol è la città dove ogni logica fallisce, dove lirreale e il grottesco hanno libero sfogo. La violenza e l’insoluto sono l’eredità naturale di una città costruita in 10 anni sopra una palude, costruita sulle ossa degli operai morti per renderla bella, per renderla europea.
Non c’è ordine, non c’è possibile pacificazione per le anime irrequiete che vagano al suo interno. Nasi, cappotti, spiriti corrono lungo il Nevskij Prospekt interagendo con entità apparentemente più realistiche ma meno reali.
Il web per alcuni aspetti funziona alla stessa maniera.
Ci si abitua alle identità evanescenti, alle opinioni di facciata, all’irreale che diventa reale, alla mutevolezza continua dello spazio e del tempo percepito. La lunghezza del Nevskij Prospekt è quella della rete, spazio potenzialmente infinito di incontri più o meno onirici.
E la verità confina con la follia.

Ho conosciuto alcuni di voi dopo avervi sfiorati qui a Pietroburgo. E’ stato come incontrarsi appena fuori dalla città, sul Golfo di Finlandia, e cercare insieme di strizzare gli occhi fino a vedere altra terra.
E’ una sensazione strana, anime di Pietroburgo, ma a volte vi sento davvero vicine.

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