a te, che sei

Gatto adorato
che con il tuo musetto morbido
depositi topini morti davanti alla mia porta
e lucertoline stecchite
e altri piccoli cadaveri
che io rischio di pestare mentre, in ritardo, corro al lavoro.
Gatto affettuoso
che poi mi guardi con i tuoi occhioni
da alunno apprensivo in attesa del voto
mentre io cerco uno strumento adatto
per dare degna sepoltura alle tue vittime
(secchio dell’umido).
Sì, sei stato bravo.
Sì, è evidente che sai cacciare.
Sì, hai un preciso ruolo nel nostro ecosistema donna-gatto.
Però non dormi sul mio letto stanotte.

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