è nella testa (tutto qua tutto qua)

Penso che l’autoreferenzialità dovrebbe essere dolorosa.
Come la stupidità.
Almeno aiuterebbe a realizzare, a mettere in pausa il monologo autistico che abbiamo in loop in testa, a fare un attimo di tara con il mondo reale… 
“Mondo reale”
 è un concetto fallace, sfuggente. Altezzoso.
Provo a parafrasare.
Se ci dedicassimo tutti per un po’ ad una mite osservazione, non viziata dal pregiudizio, del mondo circostante e delle persone, delle relazioni tra le persone e dell
e loro vite, per trarne occasioni di confronto. Se fossimo disposti a mettere in discussione ad esempio dei ragionamenti iniziati in circostanze che poi sono mutate, che rendono quei ragionamenti non più validi. Se fossimo disposti a mitigare certe idee che sono state rese granitiche dal fatto di essere state covate in isolamento. Disposti a spostare lo sguardo dal nostro ombelico per riconoscere delle somiglianze con altre vite e altre storie. Se fossimo disposti a rinunciare ai limiti stretti delle nostre fobie e del nostro autobastonarsi per accettare una visione più positiva di noi stessa.
Se ci permettessimo il “lusso” di non essere giudice, giudicato, giuria e boia. 

… non saremmo forse tutti più leggeri?

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