Bene.

Carmelo Bene è la voce più inquietante del mondo, con Agota Krzysztof. Eppure, da quando l’ho sentito leggere l’avanguardia russa, mi sono convinta che il suo era l’unico modo possibile ad esempio di leggere ad alta voce Majakovskij in italiano senza tradirlo.
L’unica forma di lettura di certe poesie è l’anelo alla follia.
E’ l’occhio ubriaco di Carmelo Bene, sono le sue consonanti pesanti, la sua squisita sgradevolezza sonora.
E’ tradire la poesia ma interpretarne l’umore più profondo.

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