Pensieri Vari Su Matrimoni, Ex, Matrimoni Degli Ex (Parte 3)

“Sono fortunata, è un matrimonio civile” pensavo. “Me la sbrigo in mezzora”.
Scopri poi empiricamente che la parte più lancinante dei matrimoni degli ex (e nemmeno tuoi ex) non è il matrimonio. Il matrimonio è un video di formule, rituali, posizioni da tenere, etichetta da osservare, qualche sorriso tirato tipo apparecchio per i denti (quelli con i ferri che si impigliano).

Come previsto si sposano, come auspicato non si verificano scene-cinematografiche-di-ripensamento-sull’altare, come nemmeno sospettato il clima è sereno fuori e dentro te, come pianificato l’alienazione e una buona fantasia sono sempre impeccabili vie di fuga per le situazioni in cui senti di non c’entrare nulla.

In tutto questo arrivano le sei e mezza. L’ora di spostarsi dal Comune al ristorante, guadagnando una buona mezzora di vantaggio sui novelli sposi, vincolati alla tradizionale sessione fotografica.

La compagnia di cibo, moroso e una coppia di amici fa il resto. Fino a quando gli sposi non vengono rilasciati dal fotografo e la tua bolla zen scoppia contro una atroce consapevolezza: mancano almeno 3 ore e non schiverai in nessun modo un dialogo con la sposa il giorno del suo matrimonio. E infatti ne scatta uno davanti al tavolo degli antipasti, uno dopo il rito celtico e uno dopo il primo piatto.

Poi arrivano frotte di parenti della sposa a salutare il tuo ragazzo. Ed è una cosa bella, capiamoci, però quel giorno pesa un pochino.

Ed è il momento in cui ti versi del vino rosso e sorridi pensando che vorresti un’amica cialtrona, lì con te, a deriderti e a sdrammatizzare.

Poi gli sposi cantano assieme e, davvero, è troppo. Prendi il tuo bicchiere di rosso e porti il tuo vestito elegante e i tuoi tacchi a vedere le stelle straniere. (Nel frattempo 2 o 3 telefonate vanno a vuoto, dove sono tutti stasera???).

Rientri per il freddo e speri che finisca presto quella giornata in cui non hai fatto altro che chiederti perché sei lì.

vino-rosso- e tacchi

Sono contenta di una cosa: dopo questa esperienza mi conosco un po’ di più, so fino a dove posso arrivare e quando invece mi sto prendendo in giro da sola. E abbiamo imparato ad ascoltarci di più come coppia. Ma non sono affatto convinta che la deduzione valesse la forzatura.

Se sei sicura di essere pronta a quel matrimonio, assolutamente sicura che non diventerai fragile, astiosa, lamentosa o impaziente… Se sei sicura che ti godrai la giornata con l’uomo che ha scelto te te e solo te, vacci.

Se la frase precedente ha creato in te il minimo dubbio, la minima crepa, sappi che quella crepa tirerà con sè altra terra, altre rocce e altro male.

Tutela te stessa e parlane per tempo,spiega alla persona con cui stai che non sei pronta e lascialo andare da solo.

Che è quello che avrei voluto fare io, se solo fossi stata meno orgogliosa e meno insicura.

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