Pensieri vari su matrimoni, ex, matrimoni degli ex

odio-i-giardini-zen

Solo ora, che sono abbastanza stanca, solo adesso, che il gatto russa appoggiato al mio ginocchio, solo adesso che è troppo tardi per essere lunedì, adesso posso iniziare a scriverne.

Promitio: mai andare al matrimonio dell’ex della persona con cui state / mai trascinare la persona con cui state al matrimonio dei vostri ex.
Anche se avete le migliori intenzioni. Non lo fate.
No. Davvero. No.

E’ iniziato tutto con una sorta di crash test “LEI e LUI ci hanno invitato al loro matrimonio”.
LEI, ovvero l’ex storica, l’ex dell’anello. L’ex con cui ora il mio ragazzo è in ottimi rapporti.
LUI, ovvero colui che Deo gratia ha spostato la fonte delle mie angosce di varie centinaia di km.

Siamo invitati entrambi. Eventualità che fino a questo momento mi ero ben guardata dal valutare.
La temperatura interna sale, i battiti si rincorrono, pensieri apocalittici si fanno largo.
E arriva il primo nodo da sciogliere

Dici di no = sei una stronza e poi lo sai che è finita da mo’, sembra che non ti fidi
Dici di sì = vinci l’aureola ma probabilmente starai male

Ecco, io sono cresciuta a cartoni animati bombi di spirito di sacrificio e masochismo. Milly un giorno dopo l’altro, Papà Gambalunga, Anna dai capelli rossi.
In età più adulta sono sopraggiunte anche le sorelle Bronte, Virginia Woolf, Jane Austen.
La triade sfiga, sacrificio e masochismo è diventata inscindibile, un’unica colata lavica di romantica dimenticanza di autotutela arrivata ai giorni nostri.

La mia sorte si è decisa dopo qualche settimana di mezze parole, nel momento in cui con gesto di sprezzo ho tagliato il filo che teneva le distanze tra la mia testa e la spada di Damocle. Il tutto, ovviamente, durante una serena litigata isterica a tema “ex e matrimoni”.
“Ecco, perché tu non ne vuoi sapere di quello che penso e provo io”
“Piuttosto di rischiare che tu dia di testa al SUO matrimonio ci vado da solo”
“Ah sì?”
“Sì”
“E allora sai che ti dico? Vaffanculo, io ci vengo”

Eccolo, il punto del non ritorno, dettato nel 40% dalla ripicca, nel 30% dal desiderio di assecondare e di manifestare fiducia alla persona che ami, per il 20% dal pensiero “Meglio esserci in quel momento, pensa a quanti film in cui la gente sull’altare si dichiara agli ex” e per il 10% da un palese senso di gelosia.
Il punto del non ritorno, da cui si dipanano solo pensieri organizzativi, come il vestito da indossare o quanti soldi per il regalo.
Apparentemente, solo pensieri organizzativi.
Sotto, l’ansia più totale, mentre i dettagli sul matrimonio si accavallano e cresce la voglia di inventarsi altri nonni morti, rapimenti alieni, gatti dispersi, malattie esotiche.

Arriva la partenza.

 

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...