say it to me now

Di solito la musica ed io siamo come Mirko e Lycia, ci incontriamo ci scontriamo e ci affezioniamo.

La colonna sonora del film Once invece mi perseguita –  è proprio stalking.

Ascolto la versione delle tracce registrata in studio, cerco live con strumentazioni diversa e pubblico diverso. La versione in cui Glen Hansard ha il naso leggermente chiuso, quella in cui parte un attimo in ritardo. Poi ho trovato questa e ho pensato che

Urlare nei parcheggi del parco commerciale / Vasco Brondi ci avrebbe fatto una canzone, aggiungendo “Sotto la gigantesca scritta Coop” o “Vicino a spiagge deturpate”/ Ma i fondo la poesia a volte è nel gesto, più che nelle parole messe assieme alla cazzo.

E non ho cercato altri video di questa canzone, perchè ogni volta che l’ho cantata io mi sentita ugualmente stupida, nel parcheggio di un centro commerciale a cantare a dei passanti che non vogliono neanche capire cosa faccio o al massimo si lamentano perchè  occupo il loro parcheggio.

A chiedere manifestazioni divine quando sappiamo già le risposte, quando la felicità è così vicina da non volerla più…

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