La crisi di un terzo di età

Alla soglia del miei trent’anni, quando notoriamente la donna sente l’orologio biologico non fare solo tic tac ma anche “cloppete cloppete”, mi sono regalata un gatto e un libro da pubblicare.

O, per meglio dire,  un progetto di libro da pubblicare, dato che il libro ancora non esiste e io santommasizzerò fino al’ultimo giorno prima della sua uscita.

In sintesi, se tutto va come da copione, prima dei miei 31 anni sarò un’Autrice, una Scrittrice, anzi anzi!, un’Italica Esordiente.

“Diario di Mosca” nasce nel 2006, mentre io scrivevo alla mia famiglia mail che diventavano di giorno in giorno più logorroiche e dettagliate. Da 1 foglio a 3 fogli, a cui man mano si aggiungevano note, traslitterazioni e principi di fonetica.

Alla fine dei tre mesi del progetto famiglia e amici avevano accumulato una buona cinquantina di pagine. Nel caso di mia mamma, rigorosamente stampate e riunite in un quaderno ad anelli con copertina monocromo.

“Fallo stampare” diceva papà

“Fallo stampare” diceva Sara.

Ma la sola idea mi infastidiva. Un estraneo, magari un perfetto coglione, poteva aprire e sfogliare quelle che erano le mie riflessioni, i miei pensieri. E la meritocrazia allora?

“Preferisco di no, a me basta che lo leggiate voi”.

Fine primo atto.

Inizio secondo atto, 2010. Inizio a sistemare Diario di Mosca con l’idea di consegnarlo ai miei in una versione meno frammentata per il Natale di quell’anno. Poi subentrano le solite pigrizie, i ritardi e i temporeggiamenti tipici di quando vuoi giustificare i tuoi insuccessi in anticipo.

E infatti anche il 2010 vede il progetto abbandonato

Fine secondo atto.

Il terzo atto nasce dall’incontro con Luca Leone, editore, scrittore, viaggiatore e soprattutto ottima persona. Dopo ave fatto da moderatrice ad una sua presentazione, senza troppi corollari gli do in mano un blocchetto di fogli. E in quel momento forse è iniziata davvero la seconda vita di quel testo dal destino confuso.

Questa voce è stata pubblicata in Libri. Contrassegna il permalink.

2 pensieri su “La crisi di un terzo di età

  1. a leggere questo post mi pare di stare allo specchio: mail mandate a familiari e amici dall’altra parte del mondo, sempre più lunghe man mano che passano le settimane, il papà che dopo essere tornata ti dice che gli piacevano tanto e che dovresti rimetterci mano (anche alcuni amici lo dicevano, ma il papà è un’altra cosa) e poi chissà, la voglia da anni di dare un senso compiuto al secondo cassetto della scrivania pieno di fogli, agende, block notes, pieno di inizi e progetti ma povero di continuazioni e conclusioni… e la volontà finalmente netta che tutto questo scrivere non resti un passatempo da grafomane ma abbia un futuro. prima o poi…

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...