Londra 2012. E non sono le Olimpiadi

Una cosa che amo fare quando visito una città nuova  è cercare di perdermi.
Intenzionalmente.

Penso che sia l’unica azione che ci possa in parte smarcare dall’approccio turistico ad un luogo. Non cercare il modo più veloce di passare da una meta turistica ad un’altra, anche se abbiamo due giorni in tutto a disposizione, ma pedinare un passante, seguire uno scorcio o un profumo.

Mi piace camminare per strade che non conosco, fingere che per un attimo quel percorso sia parte di una quotidianità. Casa – lavoro – panificio – centro di una me parallela.

Sono andata a Londra con il mio ragazzo. Siamo finiti ne quartiere islamico delle grandi moschee, delle vetrine che hanno altri colori, delle banche che non ci riconoscono il bancomat perché non siamo così compatibili.

Siamo finiti a perderci nei murales di Shoreditch e a vedere dove si trovano le Cose Selvagge.

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