Sposando una sorella

I giorni in cui non scrivo sono giorni che si accumulano come un fondo di magazzino invenduto, come arretrati di sonno non smaltiti.

Sono passate settimane dall’ultima volta in cui ho scritto qualcosa di mio in questo blog, e lo sento sulle palpebre.

La differenza tra il blog e i social network è che scrivere su un blog ti riporta in pari con te stessa, non ti mette in competizione con altri in un excalation del dover pesare, del dover dichiarare. Il tempo del deposito.

Il blog è pensiero da degustazione, ti lascia il gusto persistente nel palato, ma richiede pazienza verso se stessi e disciplina. E son più stata nervosa che paziente in queste ultime settimane.

Non pensavo che un matrimonio non mio potesse risucchiarmi così tanto.

Invece.

Mia sorella si sposerà domani pomeriggio e non so se sono pronta. In quest’ultimo periodo si sono sovrapposte il desiderio di dimostrare gratitudine, di far bene, di dimostrarmi all’altezza dell’esserne testimone.

Questo ha voluto per me dire essere in contatto con l’altra faccia di mia sorella, quella dei suoi amici, persone molto simili o troppo diverse da me. Ed è stato stancante, ed è stato bello.

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