lavatrice

Mezzanotte. Pochi rumori in tutta la casa.

Sopra tutti, quello della lavatrice che continua stakanovista la sua centrifuga.  (e mi sembra che ogni volta impieghi qualche minuto in più). Ho scoperto che mi  piace ascoltare la lavatrice mentre scrivo, prestare una pur superficiale attenzione al monologo prima pacato, poi borbottante, poi isterico di questo quadrato  coi nervi a fior di pelle. Monologo diventato necessariamente notturno, da quando ogni spesa non ponderata è una spesa eccedente.  La sento sciacquarsi con forza, richiamare irritata l’attenzione sul fatto che lei è al lavoro mentre tutti dormono. Quasi tutti, almeno.

E mentre ascolto rumori che pensavo di non conoscere, il sonno inizia a  limarmi le palpebre. E so che non farò in tempo a stendere i panni lavati.

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