Generazione Facebook a Baku, lsdi.it

Copioincollo qui con un po’ di ritardo un articolo che ho scritto un paio di settimane fa per Libertà di Stampa, Diritto all’informazione, che è un po’ la mia seconda casa sul web. La base di partenza è un documento dell’European Stability Initiatice, l’arrivo è l’Azerbaijan.

Democrazia e media digitali: Generazione Facebook a Baku

Le rivoluzioni degli ultimi anni passano anche attraverso i nuovi media. La testimonianza più lampante è stata sicuramente quella delle rivolte dei paesi arabi, ma anche altri recenti movimenti di aspirazione democratica hanno sfruttato con grande efficacia gli stessi strumenti.

Un documento pubblicato dall’ European Stability Initiative riporta l’interessante caso della Generazione Facebook a Baku. Adnan, Emin e il futuro del dissenso in Azerbaijan.

Non si può qui parlare di una reazione unitaria, quanto di una serie di movimenti giovanili nati a partire dal 2005 dalla spinta di giovani azeri che avevano studiato all’estero. Questi movimenti prendono vita da un comune senso di frustrazione rispetto allo sviluppo del paese, dalla necessità di un cambiamento e dalla convinzione che la nuova generazione (e i suoi strumenti) possa avere un ruolo fondante.

Due sono i protagonisti attorno a cui ruotano le vicende, anche giudiziarie, di questi movimenti: Emin Milli e Adnan Hajizade.

Emin Milli si laurea in diritto internazionale prima a Baku e poi in Germania all’università di Saarbrucken, lavora presso l’Istituto Repubblicano internazionale e in varie organizzazioni internazionali (OSCE, Consiglio di Europa). Nel 2005 è tra i fondatori di Alumni Network (AN), che a sei mesi dalla nascita vanta una mailing list di oltre 1500 indirizzi. L’Alumni Network diventa fautore di iniziative: feste all’American Alumni Association, incontri con i giovani, conferenze su temi che vanno dallo studio all’estero al decostruttivismo di Habermas, proiezioni di film su temi critici (Le vite degli altri, Land of the blind).

A febbraio dell’anno successivo nasce ufficialmente OL (letteralmente “Sii!”), un movimento che aspira ad educare, ispirare e fornire ai giovani gli strumenti per avere un ruolo più attivo nei diversi ambiti della società. Mente creativa di è Adnan Hajizade.

Il motto di OL è “Vuoi vedere il cambiamento? E allora SII il cambiamento!”: un cambiamento nella mentalità, con il rifiuto della corruzione e del favoritismo; un cambiamento nella cultura giovanile che però sia consapevole della lezione della generazione precedente. Pur non essendo ufficialmente registrata, OL collabora con ONG registrate in qualità di partner di progetto e rende pubblicamente accessibili tutti i documenti.

OL fa da subito grande uso dei social network, che diventano uno dei mezzi preferenziali per comunicarne il messaggio. Nel 2005 OL approda su Youtube, nel 2006 su Facebook e Twitter. Gli attivisti di OL aprono blog contraddistinti dal manifesto del gruppo, incentrato su tre capisaldi: tolleranza, non violenza e modernità. Una grande priorità di OL è l’educazione, dato lo stato di corruzione, bassa qualità e scarso investimento del sistema educativo dell’Azerbaijan.

Nel 2007 OL dà vita ad una serie di incontri settimanali nella sede dell’American Alumni Association a Baku. Si parla di come migliorare l’istruzione, ma anche del difensore civico e della Corte Europea dei diritti umani. Gli eventi crescono di partecipazione e criticità degli argomenti, toccando argomento come libertà di espressione e guerra russo-georgiana del 2008.

Il 2008 è anche l’anno di una mobilitazione mediatica internazionale: il 28 maggio in varie città del mondo (Baku, Istanbul, Los Angeles, London e New York) vengono fotografati e ripresi giovani che indossano t-shirt colorate con le lettere ADR (Repubblica Democratica dell’Azerbaijan), che ricordano il primo stato indipendente azero (1918/1920), diventato per i nuovi giovani il simbolo di un futuro diverso e democratico.

A novembre dello stesso anno Emin Milli parla alla Camera dei Lord a Londra in occasione di un incontro organizzato dal Forum degli studenti dell’Azerbaijani in Europe (FASE) e delinea un manifesto per il cambiamento.

“E’ importante che la nostra generazione dia ora forma ad una visione forte, che definisca chiaramente di che tipo di cambiamento abbiamo bisogno nel sistema valoriale della nostra società e nel nostro stato, non perché tutto finisca in un inferno, ma per farci strada verso il paradiso”.

Questo discorso viene caricato su Youtube e di visualizzazione in visualizzazione Emin diventa uno dei rappresentanti di spicco della “generazione Facebook di Baku formatasi all’estero”.

continua qui, su lsdi.it

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