The Caucasus Triangle su lsdi.it, parte 2

”La rete è ancora una rete d’ élite, non di massa. Continuano a farla da padroni i mass media tradizionali, televisione e giornali, ma le nuove generazioni sempre più si stanno riversando online e questo è un fattore molto positivo. Internet è meno regolato e ha barriere di accesso minori per le giovani generazioni per entrare e per creare forum di opinione anche apertamente in contrasto con il governo”.

In una conversazione con Lsdi, Letizia Gambini racconta il senso di ‘‘The Caucasus Triangle”, un documentario sul rapporto tra giovani, media e democrazia in Georgia, Armenia e Azerbaijan di cui abbiamo già parlato qui e che è reperibile al linkhttp://vimeo.com/23790146.

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Giovani, media e democrazia nel Triangolo del Caucaso

a cura di Valentina Barbieri

Buongiorno Letizia. Da dove nasce il progetto di “The Caucasus Triangle”?

GambiniIl progetto parte da un mio desiderio di approfondire delle tematiche che vanno ad intrecciare la libertà d’espressione con l’attivismo giovanile e la regione del Caucaso. L’interesse si lega anche al fatto che personalmente sono stata attiva a livello di volontariato in diverse organizzazioni che si occupano di giornalismo in Europa come European Youth Press, attivismo giovanile e cittadinanza attiva ed ero inoltre in contatto con delle persone vicine ai due ragazzi che sono stati arrestati in Azerbaijan, Emin e Adnan.

Tutto questo è confluito in questo progetto, per cui ho ottenuto il supporto finanziario dell’European Youth Forum da un lato e dell’European Youth Foundation del Consiglio d’Europa.

 

Si possono definire le realtà presentate nel documentario come blog e reti nazionali?

No, non si tratta sono realtà che nascono a livello nazionale, anzi. La maggior parte delle persone che abbiamo intervistato non mirano a raggiungere un audience nazionale ma a portare il problema all’esterno. La maggior parte dei blog che poi hanno avuto una visibilità maggiore hanno questa dimensione, presentano video sottotitolati in inglese o sono completamente in inglese.

Con l’arresto dei due ragazzi c’è stata per l’Azerbaijan una grande spinta per andare a toccare l’audience internazionale, per avere visibilità e per dare protezione ai ragazzi, per coinvolgere le ambasciate e i consolati stranieri. E infatti la questione ha raggiunto il dipartimento esteri degli Stati Uniti, si è arrivati a risoluzioni del consiglio d’Europa e degli Stati Uniti.

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