Perle di Inaspettata Felicità

Di ritorno da Auronzo di Cadore, sotto la pioggia più cieca, in coda. Come noi e con noi, decine di macchine di sconosciuti. E ad un certo punto si manifesta un’idea, salvifica.

“Facciamo il gioco che abbiamo fatto tornando da Lentiai quella volta”.

“Quale?”

“Quello in cui ognuno ha un foglio e una penna. Tutti scrivono un soggetto, piegano il foglio e lo passano, scrivono un verbo, piegano e passano, un complemento oggetto, piegano e passano e così via con i complementi e poi si leggono le frasi”.

E così facemmo. Per un’ora ci accompagnarono le avventure della radio che remixava le nuvolette bianche, del gobbo di Notre Dame che palleggiava uno sdraio e molte altre storie sceme e leggerissime.

 

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