lavoro: robe brutte che ti succedono

C’è un vecchio adagio della saggezza letteraria che recita così: Quant’è bella giovinezza, che si fugge tuttavia! Chi vuol esser lieto, sia: di doman non v’è certezza. (Lorenzo De’ Medici)

Caro Lorenzo, hai ragione. Di doman non v’è certezza.

Ti racconto la mia storia.

Laureata in lingue, 110 e lode. 5 anni e qualche mese per laurearmi. Tesi voluta, cercata, goduta. Una fortuna che non capita a molti, purtroppo.

Da 3 anni sono parte di un meccanismo perverso: stage, rinnovo stage, co.co.pro, fine. Un ciclo continuo che ti porta solo a guardarti come ad uno yogurt in scadenza.

Questo meccanismo ha raggiunto il suo orgasmo con l’ultimo lavoro, che mi ha riservato il seguente delizioso trattamento: mesi di stipendio non pagato, CUD che riporta dati falsi, INPS non totalmente risultante. Quindi, avvocato.

Ora si ricomincia, come ogni volta, ma con l’aggravante della presa per il culo di non poter chiudere con il passato. Ci si fa forza, si va avanti. Si ringrazia Dio per la solidità della propria famiglia, del proprio ragazzo, dei propri amici.

Mi sa che non lo sapevi neanche tu, Lorenzo, quanto per alcuni “di doman non v’è certezza“.

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