Parole, parole, parole

Avrei sempre voluto dire una frase perfetta, di quelle da sceneggiatura ben riuscita.

Potrei persino accontentarmi di una seconda scelta del regista.

Al posto del fragore del mio disagio di fronte ad un dolore con cui non so misurarmi; al posto delle frasi totalmente inappropriate, o fuori sincrono. Al posto del silenzio in cui il doppiatore vorrebbe dire parole grandi, ma le labbra non si aprono.

Vorrei parole che leniscono, che si incastrano nei sentimenti altrui come pezzi di un puzzle.

Invece è il mio silenzio quello che parla di più.

Oggi ho scoperto questa installazione di Candy Chang e ho pensato

 

Before I die I want to learn to talk


2 pensieri su “Parole, parole, parole

  1. Ciao Heatty!
    Non sempre si riesce però a trasmettere attraverso il silenzio la vicinanza ad un altro essere umano. A volte, abbiamo bisogno che le cose ci siamo dette, che siano palesi.

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