Noi siamo i giovani i giovani i giovani

 

“Oggi la nuova resistenza in che cosa consiste. Ecco l’appello ai giovani: di difendere queste posizioni che noi abbiamo conquistato; di difendere la Repubblica e la democrazia. E cioè, oggi ci vuole due qualità a mio avviso cari amici: l’onestà e il coraggio. L’onestà… l’onestà… l’onestà. E quindi l’appello che io faccio ai giovani è questo: di cercare di essere onesti, prima di tutto: la politica deve essere fatta con le mani pulite. Se c’è qualche scandalo. Se c’è qualcuno che da’ scandalo; se c’è qualche uomo politico che approfitta della politica per fare i suoi sporchi interessi, deve essere denunciato!” SANDRO PERTINI

 

Nonno Sandro,

mentre tu pronunciavi queste parole io non ero ancora nata. Era il 1980, ma queste idee sembrano provenire da un tempo che non ha più avuto poi corso, che si è congelato. Io sono una giovane. Una di quelli a cui trent’anni fa tu chiedevi di difendere la Repubblica e la democrazia.

Eppure, sono costretta a difendere molto meno. Vivo in un paese che non dà nessuna fiducia ai giovani. Non sono messa nelle condizioni di diventare adulta, di crescere come individuo, come lavoratrice e parte di una cittadinanza. Il mio contratto di lavoro equivale ad una firma sotto l’enorme scritta “Non puoi permetterti il tuo futuro”.  Ho due lavori e persino sommandoli quando arrivano le bollette non mi sento per nulla serena.

La Repubblica e la Costituzione che avete conquistato sono le stesse cose che ora il Parlamento si permette di calpestare a proprio piacimento per ottenerne un vantaggio economico o politico. A chi tocca difenderle?

A noi giovani, dici tu.

A noi giovani che ora passiamo da un contratto a tempo determinato ad un altro. (Quando va bene, se no co.co.pro ad oltranza). A noi giovani che non arriviamo a posizioni di potere nelle aziende, nella politica, nella società, perchè siamo sempre troppo giovani. E non è che ci piaccia il potere in sè, è che vorremmo poter scegliere. A noi giovani che amiamo con la misura inadeguata della nostra precarietà, che non possiamo fare una famiglia perchè non abbiamo garanzie da dare a nessuno.

Può la riaffermazione della Repubblica, della giustizia, della Costituzione, ripartire da una gioventù così precaria?

Io lo spero, nonno Sandro, perchè non ho altro da offrire. E a quello che ci chiedi io aggiungerei un mio appello a questo paese:  di avere di nuovo fiducia in noi.

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