Dieci piccoli russi

Scribacchio di nuovo di Russia, giornalismo e libertà. Raccontanto una storia di numeri. Il 31, l’articolo per la libertà di riunione della Costituzione russa. Il 18, che è il numero di mesi di vita di Strategia 21.  Il 31, che è anche il giorno in cui manifestano i membri di Russia. E di nuovo 31, che è pure il giorno in cui li arrestano.

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Le manifestazioni per le libertà di espressione in Russia sono spesso nate come reazione ad episodi di violenza nei confronti di giornalisti e politici d’opposizione.

Una concezione più organica è nata con Strategia 31, un movimento in difesa della libertà di riunione in cui confluiscono varie associazioni e movimenti.

Dalla nascita di Strategia 31, avvenuta nel luglio 2009, molti sono stati i partecipanti e semplici passanti arrestati durante le manifestazioni. Anche i media sono stati ostacolati nel proprio diritto di cronaca rispetto a Strategia 31: il 31 agosto 2009 Sergej Aksenov è stato arrestato nel corso di un’intervista, il 31 dicembre 2009 sono stati fermati diversi giornalisti, Oleg Kašin di Kommersant viene assalito sotto casa dopo aver partecipato alla manifestazione del 31 ottobre 2010 e aver scritto vari reportage, due giornalisti di Echo Moskvy e grani.ru vengono fermati mentre assistevano alle manifestazioni in sostegno di Boris Nemtsov, arrestato il 31 dicembre 2010.

Cronaca e diritti vanno di pari passo, in una serie di manifestazioni in cui però alla fine si fa sempre la conta degli arrestati
Strategia 31

Strategia 31 è un movimento che nasce in Russia nel 2009 per iniziativa di Eduard Limonov, controverso leader di Altra Russia e scrittore. Il movimento intende difendere la libertà di riunione (proclamata, appunto, dall’articolo 31 della Costituzione russa) e si concretizza in manifestazioni che si tengono il 31 di ogni mese sulla piazza Trjumfal’naja di Mosca. Spesso queste manifestazioni si concludono con l’arresto dei partecipanti.

Dal 2010 manifestazioni analoghe si tengono a S.Pietroburgo, in altre città russe e anche fuori dai confini nazionali, a Berlino, Bruxelles, Kiev, Praga, Tel Aviv, Helsinki, Brno, Pechino, Turku, Tallin. L’iniziativa coinvolge vari associazioni e movimenti per la difesa dei diritti umani (come il gruppo Mosca-Helsinki, Memorial e il movimento Per i diritti umani), ma anche realtà politiche come il movimento di opposizione “Solidarnost” di Boris Nemtsov e il neonato Partito della Libertà popolare, fondato a metà dello scorso dicembre da Nemtsov, Vladimir Milov, Michail Kas’janov e Vladimir Ryžkov.

Il 31 dicembre 2010, in seguito alla manifestazione di Strategia 31, sono stati arrestati Nemtsov, Eduard Limonov, Ilja Jašin (membro di Solidarnost’) e Konstantn Kosjakin. Da quel momento sono state organizzate numerose manifestazioni per il rilascio degli arrestati, conclusesi con altri arresti, in una sorta di catena senza fine. Ripercorriamo brevemente la vicenda.

31 dicembre 2010

Alle 18 si tiene in piazza Trjumfal’naja la manifestazione di Strategia 31, autorizzata dalle autorità moscovite. Vi partecipano Boris Nemtsov, Lev Ponomarev (del movimento Per i diritti umani), Evgenija Čirikova (leader del movimento in difesa del bosco di Chimki) e Ljudmila Alekseeva, leader del gruppo Mosca-Helsinki.

Alla manifestazione, che si è conclusa senza disordini alle 19, ne è seguita una seconda, non autorizzata, i cui partecipanti sono stati dispersi e  arrestati. Questa manifestazione era organizzata da Eduard Limonov, dal coordinatore di Fronte sinistro (Levyj Front) Konstantin Kosjakin e da Vladimir Bukovskij, membro di “Solidarnost”.

In totale si contano alcune centinaia di manifestanti e 70 arresti (fonte: RBK). Tra gli arresti più altisonanti ricordiamo Boris Nemtsov, Il’ja Jašin, Konstantin Kosjakin. Poco più tardi vengono arrestati anche Eduard Limonov e Kirill Manulin. I due vengono condannati, rispettivamente, a 15 e 8 giorni di arresto per “teppismo di lieve entità” (art. 20.1 del codice delle violazioni amministrative).

Verso le 23 segue l’arresto del membro del politico russo di destra Tor.

Secondo Viktor Birjukov, addetto alle pubbliche relazioni della polizia di Mosca, Nemtsov, Jašin e altri sarebbero stati arrestati mentre cercavano di sfondare il cordone delle forze di polizia per unirsi alla manifestazione non autorizzata. Gli arrestati avrebbero dato prova di comportamenti aggressivi e avrebbero istigato la gente contro gli agenti.

2 gennaio 2011

Il tribunale di Mosca riconosce Nemtsov e Jašin colpevoli di comportamenti di insubordinazione e offese alla polizia durante la manifestazione in difesa della libertà di riunione (art 19.3 del codice per i reati amministrativi) e li condanna a 15 e 5 giorni di detenzione. La decisione del tribunale si basa sulle testimonianze degli agenti presenti. Jašin presenta una richiesta di ricusa del giudice, che avrebbe agito sulla base di motivazioni politiche, ma la richiesta viene rifiutata.

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