Luzhkov. Quasi-epilogo di una deposizione.

Tra Medvedev e Luzhkov il legame non è mai stato ottimo. Ma finora Medvedev non aveva motivi sufficienti per modificare lo status quo. Poi si sono aggiunti nuovi elementi

– la campagna presidenziale 2012 in cui Medvedev ha scelto come una delle parole chiave la modernizzazione del paese;

– la linea di profonda riforma che Medvedev sta tenendo in alcuni enti russi come il Ministero degli Interni;

– gli scontri di Luzhkov con vari ministeri;

– l’accusa di Luzhkov a Medvedev di non essere la figura forte di cui la Russia ha bisogno;

– i casi di corruzione nell’entourage di Luzhkov.

In tutto questo , la pessima gestione dell’emergenza incendi a Mosca é stato una tappa fondamentale e ha fornito al governo l’irrinunciabile opportunità di avere un capro espiatorio a buon mercato.

***

In traduzione dal sito Annaviva.com (fonte originale: Kasparov.ru)

Agosto vaga per il paese. Per i blogger “i più alti funzionari e partiti del governo si fanno pubblicità a prezzo degli incendi”



Un agosto insolitamente afoso, abbracciato dalle fiamme, continua a mietere il suo terribile raccolto. I temi preponderanti della blogosfera russa rimangono gli incendi boschivi e lo smog soffocante che periodicamente copre di fumo le città russe e aumenta la mortalità per i colpi di calore e per i soffocamenti mortali.

La scorsa settimana è iniziata con uno scandalo: nel pieno divampare degli incendi attorno a Mosca il sindaco della capitale Jurij Lužkov è partito inaspettatamente per le vacanze. Per la versione ufficiale “per curare una contusione dovuta allo sport”. Nei primi tempi l’ufficio stampa del primo cittadino giustificava così: a Mosca non ci sarebbero incendi critici e l’unico che é capace di allontanare lo smog é il vento, che solo le forze superiori possono dominare per ora… Questo, naturalmente, ha provocato il disappunto sia del Cremlino sia dei moscoviti e ha costretto Lužkov a interrompere la vacanza.

Ma non é stata solo la mancanza del sentimento di solidarietà con la gente comune, che pur avendone desiderio e possibilità non ha sempre potuto andarsene da Mosca (gli aeroporti a causa dello smog hanno lavorato ad intermittenza) ad irritare i blogger. La situazione già critica ha acuito parte dei problemi della città. Soprattutto nell’ambito della salute pubblica.

“Non mi sono mai interessata di politica, non leggevo le notizie, non manifestavo il mio pensiero. Ma semplicemente non ho più forza” scrive la blogger woman-in-red. “Dopo aver letto il consiglio dei medici di sigillare le finestre con della garza umida, sono andata in farmacia, non ce l’hanno. Abbiamo trovato del vecchio tulle, lo abbiamo tagliato e messo: non aiuta, si secca subito. Le mascherine non aiutano, raccomandano le maschere respiratorie. Sono passata oggi in un paio di farmacie: non li hanno”.

“Sono aperte tutte le finestre dell’edificio, c’è un muro di fumo nei corridoi, nelle corsie, nelle sale operatorie, di fisioterapia, nei camerini, nei bagni e negli studi, é come in strada” racconta un medico moscovita a proposito del suo ospedale.

Nel reparto di rianimazione le finestre sono chiuse, ma non viene meno l’incendio per questo, e quindi si diffonde un puzzo causato dalle bende e dalle feci che marciscono per la temperatura di 40 gradi.

Nelle ultime 24 ore in ospedale sono morte 17 persone. Il giorno precedente 16. Stando a questa mattina in un giorno nell’obitorio dell’ospedale sono comparsi 65 cadaveri: i nostri e quelli “illegali” degli appartamenti vicini. I cadaveri vengono accumulati in piedi nel seminterrato: i frigoriferi sono già occupati.

Il pronto soccorso trasporta come pacchi i vecchi che hanno avuto un colpo di calore, é vietato proporre la diagnosi “colpo di calore” (perché da noi non é torrido, in città é tutto in ordine), pena il licenziamento. Nemmeno noi ridicolizziamo questa diagnosi: non vogliamo che ci licenzino, abbiamo una famiglia e non c’è nulla con cui sfamarli, non possiamo fare nient’altro che curarli.
Nonostante in stato di emergenza il turno sia pagato il doppio al personale medico, da noi in città non sarà dichiarato lo stato di emergenza, da noi é tutto a posto. E poi d’improvviso il paese sarà in rovina. Questa è la situazione di tutti gli ospedali moscoviti”.

E’ possibile che subito dopo che questo post si é diffuso in internet, grazie agli sforzi di blogger noti, il medico “abbia avuto problemi” e l’originale é stato cancellato.

“Per strada abbiamo incontrato 7 ambulanze. Presto saranno 24 ore che é morto il nonno, scrive un altro moscovita. E’ ancora nell’appartamento, fuori dalla finestra ci sono 35 gradi. Abbiamo coperto il corpo con un lenzuolo bagnato e abbiamo chiuso le finestre per rallentare la decomposizione; abbiamo infilato sotto la porta degli abiti bagnati.

É impossibile riuscire a parlare con i trasporti funebri, perché suoni libero si perdono diverse ore. Il pronto soccorso e la polizia alzano le spalle: hanno fatto quello che potevano. L’amministrazione di Mosca, il servizio sanitario-epidemico, il primario della Federazione Russa hanno impostato la segreteria telefonica. I trasporti a pagamento non lavorano.
Negli obitori non c’è posto, non gli conviene andare da uno all’altro, se li “rimpallano”.
Quando hanno iniziato a chiamare in servizio i trasporti funebri, dicevano: “Abbiamo un pupazzo per voi, ma non é ancora in attività”. Abbiamo detto: “Paghiamo”. L’addetto ha risposto: “Pagheremmo noi stessi perché tutto questo finisse”. Il nonno si è gonfiato. Lo seppelliranno in una cassa da morto chiusa. Non bisogna fare ni-e-nte, stare seduti in cucina e aspettare. Mi viene da vomitare”.

“A luglio sono morti 5155 moscoviti. A inizio agosto le cifre della mortalità, secondo alcuni dati, sono aumentate di 4,5 volte. Se la statistica si mantiene, nel giro di un mese moriranno per l’afa e lo smog oltre 13mila moscoviti” scrive il blogger rovego. “Siamo scioccati da queste cifre, ma é effettivamente così, ha raccontato la direzione di una delle sezioni del pronto soccorso di Mosca. Cercano di mantenere questi dati segreti. In otto giorni di agosto l’afa e lo smog hanno ucciso 2213 persone. A morire sono soprattutto gli abitanti della zona a rischio, le persone con malattie croniche e gli anziani ma muoiono anche molte persone di mezza età”.

“Ancora all’aeroporto a intossicarci” scrivono i bloggers che tentano di partire dall’aeroporto Domodedovo per qualche destinazione. “Ogni ora posticipano il decollo. Poi, inaspettatamente!, di nuovo non si diffonde più nessuna notizia. Se al mattino dicessero che il volo é stato soppresso e restituissero i soldi, la gente se ne andrebbe tranquillamente all’aeroporto Šeremet’evo, da cui si parte normalmente, e tornerebbe a casa.

Ma questo non gli viene proposto e non hanno deciso di risarcire l’intera somma nemmeno a quelli che lo vorrebbero. Tengono le persone già da 16 ore in un posto pieno di gas di scarico, dove manca l’aria condizionata e non c’è un posto in cui sedersi. Tutti stanno sul pavimento. A che pro il bagaglio? E’ già stato consegnato. Non c’è nulla da mangiare. Bere… una bottiglietta costa 170 rubli. Questa è una seria minaccia alla salute. Chi ne deve rispondere?”

“Qualcuno ha chiesto di essere evacuato? Le donne incinta? I genitori dei bimbi? I vecchi? Gli asmatici? Le persone negli ospedali? Non tocca a voi ora! Il vostro numero é l’ultimo, non servite a nessuno. Mentre le api di Lužkov le fanno evacuare verso posti più freddi” scrive Мarina Litvinovič.

L’evacuazione delle api e la disposizione di bagnare più spesso l’asfalto sono le prime cose ad essere state fatte dal sindaco di Mosca, “sottratto” alle vacanze perché nei blog stava divampando lo scandalo. Ma subito dopo la situazione ha iniziato veramente a raddrizzarsi! Non perché queste misure siano state sufficienti. Come per magia d’improvviso sono ricomparse le strade e i boschi deserti, la moderna tecnologia antincendio e la massima organizzazione del lavoro. Semplicemente il vento ha iniziato a soffiare dall’altra parte e lo smog ha abbandonato Mosca. E’ possibile che di nuovo sia questione di tempo: gli incendi boschivi sono già talmente numerosi che può vincerli solo “il fattore naturale”, ovvero quei rovesci violenti e continuativi che sulla maggior parte del territorio europeo russo non sono previsti.

Allo stesso tempo i massimi dirigenti e “il partito del potere” sono riusciti a riaversi dopo lo shock iniziale e hanno deciso di sfruttare la situazione degli incendi a proprio vantaggio, come parte delle pubbliche relazioni.

… continua su Annaviva

… link al testo originale, su Kasparov.ru

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