Da domani anche tu, Concita De Gregorio

 
Caro lettore,
sei davvero molto fortunato a vivere in un Paese dove c’è un governo che si prende cura di te. Anticipa i tuoi desideri e pensa i tuoi pensieri a volte prima che tu li abbia pensati. Difatti, caro lettore, sei stanco di scandali. Certo che lo sei. Non te ne importa più niente di cosa fa la cricca, di chi regala case a chi, di chi ride dei morti, di chi favorisce gli affari con la cocaina e le donne in regalo, di preti pedofili e di escort col registratore, di 40 ragazze per me posson bastare, di conti occulti in Lussemburgo, miliardi sporchi che rientrano per due soldi e tutto a posto, di mafie che fanno eleggere i parlamentari e poi li trattano come il maggiordomo, di piscine costruite come se fosse un’emergenza nazionale e mai usate, di banche vaticane e faccendieri che fanno la spola su e giù per i ponti di Roma, di mani sull’acqua pubblica e sul nucleare privato, pale per l’eolico, cliniche per le protesi, università per i nipoti, aerei di Stato e ballerine per il morale del capo, falegnami e club privè, cognati e aeroporti inutili, corsie preferenziali per le auto blu, frotte di autisti tunisini che poi non sono mai quello di Craxi.

Diciamoci la verità, non ne puoi più. Lo dicono anche i sondaggi, vedi: quasi un italiano su due non andrebbe più a votare, oggi. Non vuol sentir parlare di politica, se accende la tv e ci trova un notiziario – difficile, ma poniamo che ne trovi uno che sia un notiziario – cambia canale. Meno male che c’è Belen, anche l’occhio vuole la sua parte e quando uno torna a casa la sera stanco sfinito dal lavoro non ha mica voglia di vedere qualche iettatore, qualche menagramo che sbraita dai tetti, qualche infermiera suicida e poi quegli orfani che piangono, dannazione, ma come si fa a non capire che c’è un limite? Un po’ di rispetto per il riposo della sera, perbacco. Uno torna a casa la sera e si vuole rilassare, ne ha diritto.
Caro fortunato lettore, papi Silvio anche oggi ha pensato a te. Aveva detto che avrebbe sgominato la corruzione, certo, sì. Ma prima di mettersi a fare quel lavoraccio che chissà quanto tempo e quanta fatica ci vorranno ha avuto un pensiero per te, per noi, così riposiamo mentre lui lavora. Ha pensato che tutta questa robaccia che certi comunisti, molti dei quali magistrati, si ostinano a chiamare notizie come se fossimo ancora nel Novecento, gente che vive nel passato che non conosce l’ottimismo, ora – nei tempi moderni – si elimina. Come l’immondizia a Napoli: zac, sparita. Come si fa? Ma basta ordinarlo, no? Che ingenui. Non siete stati attenti, non avete ancora imparato. Si fa una legge. Una leggina che dice così: da ora chi diffonde le notizie sui reati va in galera. No: non chi commette i reati, non ti distrarre lettore. Chi li racconta. Ecco fatto, fine delle cattive notizie. Era tanto difficile? Se poi per caso sotto indagine finisse un sacerdote o un vescovo allora si informa subito il cardinale segretario di Stato. Anche la diplomazia internazionale è a posto. Oh, finalmente. Ci voleva tanto? Santa pazienza però, caro lettore. Deve sempre fare tutto Papi, anche le cose semplici. Che sia l’ultima volta, d’accordo? Da domani prometti che t’impegni, ti sforzi di migliorare il Paese anche tu.

http://concita.blog.unita.it//Da_domani_anche_tu_1259.shtml

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...