per quello che non c’è. Intervento a cuore aperto.

 

 

Dovrei curarmi, probabilmente. Perdere lucidità in una manciata di pillole commissionate ad hoc, cercare soluzioni a pagamento.

Sono malata.
Malata di malinconia.


Sono malata di malinconia con l’aggravante di non voler guarire in modo rapido e indolore.
E’ un male, certo, ma mi appartiene quanto io gli appartengo, ed è un animale da compagnia fedele come l’insonnia. La mia malinconia mi lecca i polsi e l’incavo della mano, sa che cederò ogni volta. L’accarezzerò.

Ci sono sere in cui mi distendo a letto e immagino il calore di un corpo alle mie spalle. Non è un pensiero piuma, di quelli che puoi allontanare con un soffio, un’accennata scossa di testa, a sancire l’infantilità del pensiero. Io sono professionale nel mio masochismo. Riesco ad immaginare la temperatura esatta che si crea al contatto tra le spalle di un corpo e il petto di un altro, l’aria tiepida sul collo, il peso di braccia altrui abbandonate sulla pancia, appena sotto il seno.
E’ un esercizio di rafforzamento anche questo, come quelli dei gemelli della Kristof. Ma forse l’efficacia è dubbia, perché alla lunga mi fa sentire più sola che forte, più sterile che compiaciuta.

4 pensieri su “per quello che non c’è. Intervento a cuore aperto.

  1. è una solitudine condivisa. ma come al solito a me piace fare metafore culinarie. nel mio caso la chiamerei malin-celiachia. so precisamente la temperatura perfetta, il corpo che si accomoda perfettamente tra le costole e la spalla, ma ciò che riempirebbe ogni mia singola cavità come un gioco ad incastri è ciò che mi fa stare male. e quindi la consapevolezza che tutto ciò che arriverà dopo non è nient’atro che un surrogato della farina, e che quei cazzo di maccheroni al mais non sono buoni come i piatto di mezze penne De Cecco dei tuoi ricordi. e quindi la tristezza. il mito del passato. la stitichezza cronica. beh, io vorrei tanto un amore senza glutine.Grazie per il messaggio stamattina, se riesci guardalo!

  2. Penso che nel mio caso non sia tanto il mito del passato quando una sorta di stanchezza che si incrosta, strati di vernice non lasciati a seccare prima di dare la mano successiva.Mi manca una vicinanza, forse è il maggio crudele che mi fa sentire meno intera del solito. Ma la storia delle due mezze mele, Cugg, in questi giorni mi sembra più che mai un’istigazione all’illusione.

  3. yea, così la prossima volta che vedi film con cameron diaz e jude law ti unisci al mio coro di insulti e non mi picchi.il mio mito del passato è solo un effetto secondario: il ricordo di un letto pieno, di una vicinanza ti fanno capire la mancanza di queste cose. non è tanto il desiderio del passato in quanto tale, ma il ricordo di una felicità che per un attimo è stata quantomeno possibile.

  4. I film sono la realizzazione di ciò che nel mondo reale non succede, l’importante è non pensare che Jude Law ci avvicini mentre siamo intente a scegliere il dentifricio migliore al supermercato. Let them go, rock n’ roll. Sono solo film.La felicità sarà ancora quantomeno possibile. Non so in che forma, ma lo sarà.

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