chiedendo il limite.

A ben ragionarci, non parlo quasi mai di politica italiana in questo blog.
Il motivo é semplice: mi sento una cittadina agonizzante.
Non che abbia mai smesso di leggere i giornali, di tenermi informata, di dedicare tutte le cure necessarie alla mia gastrite da "elettrice di sinistra". Solo, mi trovo costretta a farmi domande sempre più primordiali, come se stessimo involvendo verso la contrazione della democrazia.

Non la chiamiamo dittatura, perché é un governo che qualcuno ha eletto, per forza di cose, ma di fatto chi é al governo in questo momento sta mettendo mano sui cardini del sistema repubblicano costituzionale.

E mi trovo a pensare, al 27esimo anno di immatura età, che questo paese abbia un problema
piuttosto serio di definizione del confine oltre il quale il governo
non può spingersi perché i cittadini si sentirebbero lesi nei propri
diritti.

Ora, la domanda é "Esiste questo confine?". E se esiste, quando viene superato cosa succede? Succede qualcosa?

Il confine evidentemente non é il bene pubblico.
Il confine evidentemente non é la Costituzione.
Il confine evidentemente non é il nostro sistema normativo.
Il confine evidentemente non é l’uguaglianza di fronte alla legge.
Il confine evidentemente non é il rispetto delle istituzioni nazionali ed internazionali.
Il confine evidentemente non é il diritto di essere informati.
Il confine evidentemente non é la garanzia di uno stato laico.
Il confine evidentemente non é la Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo.

Il confine evidentemente non é il MEMENTO della nostra memoria storica.

Mh.

E allora mi viene per un attimo da pensare "Che questo paese vada pure in malora, io me ne fotto". Ed è facile da pensare, ed è naturale.
Ma non porta a nulla.

E allora stanotte ho deciso che scelgo un’alternativa.
Inizio a chiedere "Qual è il tuo confine?"

2 pensieri su “chiedendo il limite.

  1. il confine è il proprio giardino.molto più importante dei diritti, della costituzione, dell’informazione.e questo mi fa una paura enorme, ma fottermene me ne fa di più.

  2. Ma anche il giardino, mi verrebbe da dire, non è impermeabile. Da qualche parte deve pur filtrare lo stato delle cose, anche nel giardino. Ogni cittadino fa la stima su se stesso in fondo, ragiona la propria realtà (politica compresa) misurandosela addosso. Non è questo che é insano. Se ci pensi se ognuno sapesse ragionare decentemente su se stesso e la propria famiglia saremmo a buon punto (i miei figli che vanno a scuola, la mia pensione, mia nipote e il lavoro, mio cugino che vuole sposare la badante della nonna…).E’ insano che non ci sia un meccanismo di autodifesa che scatti come un riflesso condizionato quando il governo tocca quello che riteniamo nostro, e non intendo solo le tasse.Eccheccazzo.Comunque Cugg siamo davvero sangue dello stesso sangue.

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