canzone del giorno e della notte

Una volta una persona mi ha detto che si resta con chi si merita e chi ci merita, nel bene e nel male. Non so se Umberto mi meriti, ma ultimamente resto spesso con lui e con le note spezzate della sua voce. Nel mondo reale l’ho incontrato solo una volta, ad un secret concert a San Donà di Piave (VE). Si è avvicinato, ha allungato la mano quasi scusandosi di non averlo fatto prima e ha scandito “Umberto”. Si è presentato a tutte le cinquanta persone presenti, ricevendo in cambio sguardi sorpresi, intimoriti, leggermente divertiti. Ma il suo sguardo schietto era a prova di qualsiasi pensiero malevolo… Ha temporeggiato un po’ prima di iniziare a suonare, quasi restio a passare dall’altra parte del palco. Si è seduto e ha annodato i nostri respiri in un groviglio senza pace. Alla fine del concerto Moltheni si è allontanato velocemente dal faretto che lo marcava stretto, è tornato Umberto. Quando mi vede insofferente al sonno, Umberto mi canta questa canzone. Si chiama “Il bowling o il sesso”e mi ricorda che oltre al “Ci fai o ci sei?” c’è anche una terza opzione, non meno frequente nella mia vita. 

 


 

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