il sentimento del tempo e la pietas

Ci sono parole che risultano intraducibili, vuoi perché manca il contesto culturale atto a riceverle ed integrarle, vuoi perché un’altra lingua di quella parola può non farsene nulla.

Leggendo le dichiarazioni di Karadzic sulla guerra che negli anni Novanta ha rovinato la popolazione dell’ex Yugoslavia, ho ripensato ad una parola

PIETAS


La pietas non è quel sentimento con cui facciamo l’elemosina a chi riteniamo più debole, la pietà. Pietas indicava per gli antichi il sentimento di devozione ai valori tradizionali, derivante dalla dolorosa empatia con ciò che é fragile, caduco, finito.

Un sentimento complesso e completo, sostituito ad hoc con la pietà, che richiede uno sforzo minore e ci fa sentire più buoni.

Ora, nella mia ingenuità ho sempre creduto molto nella cura del tempo, a quella rielaborazione delle emozioni e dei ricordi che ci deriva dal dover convivere con la nostra storia. Mi rendo conto che però anche il tempo può fallire miseramente in certi casi e non portare ad alcuna rielaborazione o, peggio ancora, può portare ad un incancrenimento miope delle proprie posizioni.

A 15 anni dalla strage di Srebrenica, Karadzic la dichiara "una leggenda".
A 19 anni dall’inizio della guerra in Croazia, a 18 da quella in Bosnia, sento ancora parlare di "una guerra giusta e santa".
Milioni di vittime giuste e sante? Milioni di aguzzini giusti e santi?

Dov’è la pietas, dov’è il silenzio, l’unica parola possibile di fronte alla brutalià che ha condannato quella terra?
A che cosa sono serviti questi anni che Dio ha lasciato da vivere a quest’uomo e a chi continua ad alimentare lo stesso odio, se portano a non aver mosso un solo passo verso la richiesta di perdono, verso la pietas per i cadaveri?
So che il Signore avrà le Sue risposte, lo so. E prego che continui ad operare nei modi che io non so vedere.

Ma il sangue ribolle, io m’indigno e non so che fare. Vorrei la giustizia umana oltre a quella divina.
Vorrei che i morti della guerra in ex Yugoslavia potessero finalmente dormire in pace.


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