Russia: anniversario Markelov-Baburova, l’opposizione si fa sentire, Valentina Barbieri per LSDI

La manifestazione per Stanislav Markelov e Anastasia Baburova é stata per il Kommersant una delle più sentite azioni di opposizione degli ultimi tempi. Centinaia di persone il 19 gennaio hanno voluto ricordare l’avvocato dei diritti umani e la giovane giornalista con fiori, slogan e manifesti. Centinaia di voci che chiedevano alle autorità di risolvere il caso, condannare i colpevoli e modi più efficaci per contrastare i neonazisti. Hanno partecipato antifascisti, attivisti dei diritti umani, rappresentanti di organizzazioni sociali, media, semplici moscoviti, coadiuvati dal Comitato 19 gennaio, dal leader del movimento “Per i diritti umani” Lev Ponomarev e da Ljudmila Alekseeva, direttrice del gruppo per i diritti umani “Mosca Helsinki”. Un’azione corale, potente, rovinata dagli arresti e dagli scontri con la polizia e le forze speciali (i cosiddetti OMON).

La storia di questa manifestazione, come già spiegato nel precedente articolo, è stata lunga e tortuosa. Dopo il permesso negato alla marcia, il comitato organizzatore ha presentato una nuova richiesta per due presidi, accolta all’ultimo momento dalla Prefettura del distretto centrale di Mosca. Anche in altre città russe si è voluto ricordare l’assassinio di Markelov e Baburova. A S.Pietroburgo si é tenuta “Azione autonoma”, una grande esposizione organizzata da anarchici e attivisti presso il Museo di storia politica di S.Pietroburgo. Nel territorio del museo sono stati affissi i poster del maggiore Evsjukov e del colonnello Bodanov come personaggi significativi dell’attualità russa. Entrambi si sono resi colpevoli di stragi di civili, il primo in un supermercato di Mosca, il secondo in Cecenia. Oltre ai loro ritratti, erano presenti quelli di attivisti politici e antifascisti, di Stanislav Markelov e Anastasia Baburova. “Dedichiamo la nostra manifestazione a Stanislav Markelov e Anastasia Baburova, perché riteniamo che la loro vita e la loro morte siano stati un momento importante della recente storia politica russa” si legge nel comunicato degli organizzatori.

Le iniziative autorizzate di Mosca prevedevano invece due presidi nella zona centrale della città. Il primo sarebbe iniziato alle 18.45 di fronte a Petrovskij bul’var №4, il luogo dell’omicidio, mentre il secondo si sarebbe tenuto alle 20.00 a Čistye Prudy, presso il monumento a Griboedov, autore di una famosa opera intitolata significativamente “Che disgrazia l’ingegno”. L’autorizzazione includeva anche il passaggio dei partecipanti dal luogo del primo presidio al secondo, a condizione che non venissero esposti manifesti o scanditi slogan. Nell’autorizzare i due presidi, le autorità hanno voluto precisare fin da subito che qualora l’autorizzazione fosse stata impiegata per manifestazioni pubbliche non autorizzate, le forze dell’ordine avrebbero agito “attenendosi rigidamente alla legislazione della Federazione Russa”. Una premessa che alla luce dei fatti successivi diventa molto significativa.

Ancora prima dei presidi, il sito di radio Echo Moskvy formulava così un timore diffuso: “I partecipanti vogliono poter passare da un luogo all’altro. Senza simboli politici e bandiere di partiti o movimenti. E si spera che le autorità non impediscano loro di farlo. Nelle mani dei manifestanti ci saranno solo le fotografie delle due vittime, l’avvocato e la giornalista della Novaja Gazeta”.

Purtroppo così non é stato. Verso le ore 18 ha iniziato a raggrupparsi nel luogo del primo presidio una folla di giovani con i volti coperti da sciarpe. Duecento persone secondo le forze dell’ordine, oltre il doppio secondo gli organizzatori. Contemporaneamente nelle strade circostanti sono comparsi tutti i reparti di polizia. Un dispiegamento di forze massiccio considerando che la manifestazione era autorizzata. E già nel percorso verso il secondo presidio la tensione è iniziata a salire. Tra i manifestanti si trovavano l’incaricato per i diritti umani Vladimir Lukin, il redattore capo della Novaja Gazeta Dmitrij Muratov, il presidente di Memorial Oleg Orlov, Sergej Mitrochin del partito Jabloko e anche il capo del “Fronte di sinistra” Sergej Udal’cov.

Continua su http://www.lsdi.it/2010/01/26/russia-anniversario-markelov-baburova-l’-opposizione-si-fa-sentire/

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