BOSNIA. STORIA DI UN RITORNO (parte 2)

Il mondo conosciuto finisce con la Croazia, a sud, e con la Repubblica Ceca, ad est.

Al confine meridionale della Croazia, lì sotto da qualche parte, dove finiscono la spiaggia e l’estate, qualcuno deve avere abbandonato un paio di colonne d’Ercole. E altre due devono averle posteggiate in mezzo a quella che qualcuno si ostina ancora a chiamare Cecoslovacchia.

Dev’essere così, non ci sono alternative, se no non ci spiegherebbe perché per la maggior parte delle persone "Europa Orientale" è un suono misterioso ed irreale, perché quasi nessuno sa dire tutte le capitali degli stati europei.

La Bosnia sta rannicchiata oltre le colonne d’Ercole, relegata tra gli stati di cui sarebbe bene ignorare l’esistenza.

Oltre la nostra presunzione di decidere gli stati di cui vale la pena di interessarsi.

Questo è il prologo di A come Srebrenica, splendido monologo teatrale di Giovanna Giovannozzi, Roberta Biagiarelli e Simona Gonella.

Se vi capita (o lo fate capitare) andate a vederlo. Non è un consiglio per gli acquisti, è che se tutti sapessero che cosa è successo a Srebrenica il mondo sarebbe già un po’ migliore.

PROLOGO

Io sono nata in un paese davanti al mare MAGNA!

Da bambina io mangiavo poco MAGNA!

e quando mia nonna mi rincorreva col cucchiaio in mano io scappavo fino alla riva.

Lì ero costretta a fermarmi MAGNA!

Dove va tutta quest’acqua? AHH, RICOMINCI CO’ ‘STA STORIA

Cosa c’è sotto? CO’ SO IO, NON SO MANCO NOTA’

Dove finisce il mare?

Cosa c’è dall’altra parte?

Cosa c’è dall’altra parte?

Cosa c’è dall’altra parte?

Sì testona, te l’ho dett’ un sac de volt, ce ‘na tera com la nostra. E ade’ sta zitta e magna!

Allora io pensavo: proprio davanti a me – oltre il mare – c’è una spiaggia – dove una bambina corre – per sfuggire al pancotto – e alla nonna.

Poi sono andata alle elementari e ho scoperto che la mia terra si chiama Italia ed è fatta a forma di stivale.

Le Marche verdi, l’Umbria marrone, il Lazio rosso… Uno stivale vestito d’arlecchino, e dall’altra parte? C’è na tera com la nostra … un altro stivale!

E io già me li vedevo uno accanto all’altro un bel paio di stivali.

Io mi alzavo anche sulla punta dei piedi per vederli ‘sti stivali, ma c’era solo il mare, e poi mare, e mare, e una linea blu giù in fondo. Di terra manco l’ombra.
Ma co’ dici? Com te vien certe storie?

A come albero, B come barca, C come cane, D come dado, E come elica, F come farfalla, G come gatto, gnomo, ghianda, H come… niente, I come imbuto, L come luna, M come mucca, N come naso, O come orologio, P come prezzemolina, che era una bambina così povera che per sfamare i suoi fratellini andava a rubare il prezzemolo nell’orto di una strega cattiva, Q come quando la strega morì vissero tutti felici e contenti, R come raccontamene un’altra, S come le sette leghe degli stivali, T come Topolino, U come una, V come volta.

Alla Z come zebra sapevo leggere.

Io le cose le imparo così.

Quando ne so abbastanza, riordino tutto col mio alfabeto.

Per un po’ di tempo me la sono dimenticata questa terra oltre il mare. Io di qua, lei di là.

Io di qua. Lei di là. Ma sulla bocca di tutti: giornali, televisione, TG, speciali, conferenze, opinionisti, esperti, inviati…

Non ci capivo niente. Non ci ho capito niente per un bel po’, parlavano di guerra, questo sì l’avevo capito, quella era una storia di guerra, ma per il resto…

Ma cosa c’è dall’altra parte?… ce ‘na tera come la nostra

Ho letto, ho ascoltato, ho letto, ho letto ancora, ho domandato… era tutto finito di là, però io continuavo a leggere, a chiedere, ad ascoltare… oh!

Una malattia: Effetto Bosnia: quella terra, quella guerra non ti lasciano più. Nomi, documenti, date, immagini. Voci.

Una guerra di storie.

Voci, nomi, documenti, date, immagini. Città… in mezzo a tante una: esemplare.

Una piccola città della Bosnia orientale:

Srebrenica.

Allora ho fatto come da bambina, ho riordinato tutto con l’alfabeto per riuscire a vederla Srebrenica – io le cose le imparo così – come da bambina, mi sono messa sulla punta dei piedi e ho cercato le parole.

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...