grazie Paolo


Mi sono concessa un viaggio.
perchè dopo 4 mesi di esperienza del non viaggio, avevo bisogno di ridefinire il termine in senso positivo.

BALTICA 9. GUIDA AI MISTERI D’ORIENTE.

Libro – diario – guida – racconto di Paolo Nori.

Un po’ lo stavo aspettando, questo libro. Paolo Nori, sei uno slavista realizzato o no, che non si è capito? chiedeva anche per me un’intervista di eSamizdat. Della serie, Paolo ma ci fai o ci sei?
Holden si chiedeva dove finiscono le anatre quando il lago ghiaccia.
Io dove finiscono gli slavisti quando smettono di studiare.
E Paolo Nori dal canto suo rispondeva SEMINANDO nozioni di slavistica in qualsiasi discorso, con un’incoerenza
deliziosa e fallace.
Artisti, vita russa, aneddoti a mezza voce, come se parlasse dei suoi vicini di casa.
Baltica 9 è una dichiarazione di slavofilia bella e buona.


Che serve un po’ a dire “Guarda che slavista lo si rimane, e te l’avevo già detto in tutti gli altri libri. Solo che tu sei un po’ zagnucca e quindi mi è toccato esplicitarlo.”

 

Ok, Paolo.
Tana per te.





“Ma è così perché di questi tempi lo avrete notato anche voi c’è un sacco di gente che muore dalla voglia di fare qualcosa e non sta mai ferma un attimo e brigano e scancherano continuamente mettendo in circolazione delle gran chiacchiere che poi giungono alle vostre orecchie con quella loro puzzina di gas culturale mefitico che invece sarebbe molto meglio che si dessero tutti quanti un bella calmata.
Che è un consiglio questo da rivolgere anche ai turisti in viaggio e soprattutto a loro. Una gran bella calmata quando si va in giro per le città straniere che non c’è sempre  bisogno di muoversi di continuo o visitare i musei che tanto sappiamo benissimo che la gente appena entra in un museo si ferma per delle ore nella prima sala dove in genere ci sono i pittori minori e guardano ogni quadro a uno a uno con molta attenzione per far vedere  che vanno alla ricerca di qualche minuscolo particolare e dimostrare che l’arte loro la fruiscono fin nei minimi dettagli, mentre invece quando poi capitano davanti ai capolavori tirano via di scarto con una qualche occhiata veloce perché ormai s’è fatto tardi e sono stanchi di stare in piedi. Una bella calmata generale è quel che ci vuole, ve lo diciamo noi.”

(p 78)

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