vita da assistente turistica, 2a parte

dapic

Andrai a fare l’assistente turistico, ti hanno detto quando ti hanno comunicato l’esito del colloquio.
E in quel momento andava bene, perchè l’unica cosa che davvero contava era avere un lavoro.
Poi però arrivi a casa e ti chiedi: cos’è un assistente turistico?
Nemmeno il contratto aiuta una granchè, in effetti:
organizzazione dell’accoglienza dei gruppi e dei singoli clienti presso la struttura aeroportuale, predisposizione e corretto funzionalmento dei servizi navetta dall’aeroporto alla struttura turistica e viceversa
problem solving (risoluzione di varie problematiche che possono verificarsi nell’ambito del soggiorno)
sistemazione dei clienti nei rispettivi alloggi. verifica delle principali problematiche di accoglienza (es. eliminazione barriere architettoniche, richiesta alloggiativi particolari e cambi stanza ) e degli standard qualitativi;
verifica sull’ organizzazione della ristorazione e sulla sistemazione dei clienti negli spazi adibiti alla somministrazione
– predisposizione e verifica calendario attività ricreative e di intrattenimento degli ospiti
– predisposizione programma attività di escursioni e visite esterne o dei pacchetti turistici offerti dal tour operator
– attività organizzativa varia mirata al perfezionalmento del servizio alla clientela e al grado di soddisfazione  dei clienti nel corso della permanenza nella strutura recettiva
– organizzazione viaggi di rientro in Italia e svolgimento delle pratiche utili al perfezionamento del servizio (biglietteria aerea, transiti per l’aeroporto, bagagli ecc. ecc)

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MMH. E CIOE’? 

 

Dopo un mese di lavoro, tutto questo si è tradotto essere quanto segue:
Andare a prendere i turisti all’aeroporto vestita in divisa (ancora tu?!), lanciare manciate di sorrisi e parole cortesi a destra e manca, farsi notare (per il mio metro e 58 questo equivale a saltare) e farsi seguire sventolando una cartellina (un po’ tipo pifferaio magico), smistare la gente negli autobus diretti agli alberghi, salire con loro nel bus, fare il discorso (o speech, come si dice in gergo tecnico) di arrivo, “ciao, io sono Valentina, benvenuti, vi porto all’albergo”, andare all’albergo e stare lì mentre distribuiscono le camere. Se ci sono rogne, prendersele. 

Il giorno dopo tenere l’incontro informativo (mezzora in cui la logorrea turistica prende il sopravvento e snocciola dati sul territorio e cerca di vendere escursioni pronunciando parole del calibro di “può piacere o non piacere”.. c’è una quantità di marketing in questo lavoro che personalmente ignoravo)

Il resto del lavoro è mettere la propria faccina ed agire come cuscinetto per assorbire malcontenti vari ed eventuali (e la pancia ringrazia) ,accompagnare i turisti in escursione, rispondere alle domande più assurde (perchè il sole qui sorge più tardi?). 

Per una donzella a questo si aggiunge il fatto di essere sempre truccata, pettinata e sorridente. E fingere sempre che con le loro lamentele a te manco ti sfiorano…

Come sempre, il problema si risolve facendo ricorso al grande schema della soluzione di ogni problema:

problem-solving

 

12 pensieri su “vita da assistente turistica, 2a parte

  1. Ciao! é stato il mio lavoro fino a un annetto e mezzo fa e non posso che esere d’accordo con tutto ciò che scrivi ;-)!!! Però un pokino mi manca!

    • Ciao Alessandra. Io lavoravo in crociera quindi probabilmente era una cosa strana, nel senso che ero sempre sul luogo di lavoro, riuscivo a staccare molto poco. Credo che gli orari di un assistente di villaggio turistico siano spostati un po’ in avanti rispetto a quelli di ufficio ma si stia comunque sulle 8/9 ore.

  2. Ciao, sto seguendo il tuo bellissimo blog e mi è sorta una domanda leggendo questo post: per fare l’assistente turistico bisogna saper nuotare? Ciao, grazie!!

      • Ah ok! Quando accompagnavi i gruppi in escursioni non dovevi nuotare e fare snorkeling? Io sono un accompagnatore turistico, da anni accompagno gruppi in tutta Europa ma ora vorrei avere una stabilità per almeno qualche mese e fare l’assistente potrebbe essere una soluzione. Mi hanno contattato dai Caraibi, ma io non so nuotare, è una cosa che mi porto dietro da tempo e di cui mi vergogno parecchio 😦

      • No, no, ero assistente turistica in una crociera fluviale in Russia, non erano previsti gran bagni e la nave aveva un suo personale addetto. Ti direi comunque che un corso di nuoto secondo me dovresti farlo, anche solo per goderti il mare appieno 🙂

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