mancare


Anche questo è compreso nel partire, solo che non lo metti mai in previsione quando parti.
Non ci pensi, che lasci qui delle situazioni che evolvono, migliorano, talvolta peggiorano.
E non ci pensi, che le notizie che ti arriveranno saranno filtrate sulla base di un criterio che potremmo definire Cosa la tua famiglia pensa che tu possa emotivamente sopportare a centinaia di km di distanza”.

La mia famiglia ad esempio ha glissato sul fatto che giovedì il dottore abbia dichiarato che mia nonna non avrebbe superato la notte.
E che il passaggio alla morfina era prossimo.
E che avevano iniziato a fare assistenza la notte.

Da un certo punto di vista li giustifico, come si dicono certe cose nei tempi stretti del telefono?
Dall’altro, venerdì la notizia della morte di mia nonna è stato un pugno fortissimo, subìto da sola in uno spazio emotivamente asettico. Escursione Alpitour a Granada. Ho trattenuto le lacrime per 4 ore, le guide non piangono. Arrivata in camera sono crollata in un pianto nevrastenico.

Ed ho sentito assoluta la mancanza di qualcuno che potesse capire quel dolore, perché conosceva me o perché quel dolore lo condivideva.
Da casa mi dicevano “Vale stai lì, non serve che torni a casa” ma un’onda dentro la pancia sbatteva contro pareti sempre più strette e non si calmava.

Sono tornata a casa. Per 1 giorno e mezzo.
Il mio primo stipendio, 6 ore di volo e 2 giorni liberi
barattati con
il mare in cui liberare la mia onda

Domani pomeriggio saluterò mia nonna, assieme ad altre persone che le vogliono bene e che hanno conosciuto la sua cocciutaggine, il suo senso della famiglia, il suo enorme orgoglio, la sua dolcezza, la sua ospitalità.

Poi potrò ripartire con il cuore più placido, spero.

3 pensieri su “mancare

  1. Mi è sempre mancata… la presenza di una "nonna".
    L’ho sempre sentito come un vuoto, un qualcosa che non avrei mai potuto colmare.
    Non posso capire il tuo dolore… ma, al di là di tutto, qualcosa mi fa pensare che sia  incolmabile anch’esso.
    Le parole non servono o forse non bastano.
    In ogni caso, credo che sì, sentirai il cuore più placido al momento di ripartire.
    Magari non serve… o magari sì… un abbraccio.
    Simo…

  2. Le parole non bastano, già, ma non abbiamo molto altro a volte.Hai presente Remedios, di Cent’anni di solitudine, che mangia pugni di terra?Ecco, dovevo fare lo stesso anch’io, in una qualche misura. Tornare e riappoggiare i miei palmi per terra, e mettere giù qualche sasso che avevo dentro, che tanto una nonna capisce sempre queste cose

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