primo colloquio di lavoro (3a ed ultima parte)

 
L’avevamo lasciata in treno, Valentina, e lì l’andiamo a riprendere.
Cellulare scarico, dopo una giornata di intense telefonate lavorative ed emotive.
Con l’ultimo goccio di batteria mando un messaggio a Sergio.
"Confermo l’arrivo alle 2030. Spengo il cellulare perchè sono a corto di batteria. Ci vediamo dopo, mi riconosci dal cappotto verde".
Sergio mi risponde con la solita feroce autocritica.
In treno dormicchio, guardo il posto davanti a me con aria catatonica.
Torino Porta Nuova.
Taci che è l’ultima stazione del percorso, ho i riflessi di un bradipo con la gamba ingessata.
Scendo dal treno, lo shuffle si incastra nel maglione che si incastra nella giacca che si incastra nella borsa.
Con nonchalance dò uno strappo ben assestato e metto l’ipod in  tasca.
 
Guardo le persone lungo il binario, cerco Sergio.
Le foto su Internet mi tracciano una vaga immagine, ma da foto 2×2 a persona qualcosa cambia.
Poi lui ha il vantaggio che mi può riconoscere subito. Gli ho lasciato troppo margine.
E invece lo vedo che sta ghignando per il mio cappottino verde e mi rendo conto che lo aspettavo esattamente così.
Forse nella mia testa era un po’ più paciocco e un po’ meno sorridente.
E ho la sensazione mentre camminiamo fuori dalla stazione che non ci sia niente di imbarazzante, che sia assolutamente normale che mi sia venuto a prendere in stazione, mi abbia sottratto la valigia e che ora stiamo andando a cena.
Anche quando sbagliamo strada e ci troviamo davanti a un muro, quando mi racconta della sua giornata di lavoro, è come se ci fossimo visti altre mille volte.
E tutti i vari disastri che siamo riusciti a combinare nel giro di tre ore (le caviglie lasciate in giro per Torino, i problemi a gestire le sardine, le cannucce e le frittate, la forchetta scippata al buffet, il rumore assurdo dei miei tacchi, l’inutilità del navigatore satellitare) ci stavano a pennello.
Le ultime ciaccole, poi la serata è dovuta finire per esigenze di copione (leggi: albergo prenotato), ma so che la prossima volta che ci vedremo sarà di nuovo naturale.
Poi il giorno dopo sms a Sergio per dire che mi sono svegliata ed è tutto a posto.
 
Segue il viaggio, e alle 16 la notizia: DAL 1 APRILE HO UN LAVORO.
 
 
 
 

3 pensieri su “primo colloquio di lavoro (3a ed ultima parte)

  1. Ah già!
    Fortuna che ci sei tu a salvarmi dalla vecchiaia incipiente.
    In tutto questo, mentre eravamo a cena, nel tavolo a fianco sedeva una comitiva italo-francese. La caratteristica per cui non dimenticheremo mai queste persone è che possedevano la macchina fotografica con il flash più potente che il mondo ricordi.
    La spada laser di Obi One al confronto era un puntino luminoso.
    E ad ogni flash io e Sergigno perdevamo dei neuroni. E ne abbiamo persi moltissimi!
    Grazie per la precisazione..! (però parto lo stesso)

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