tesi stampa russa: intro (2)

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Lo studio della stampa periodica russa

 

La parte empirica della mia tesi si basa sull’analisi dei giornali russi. A questo scopo sono stati scelti i giornali russi più letti di tematica universale. «Izvestija», «Moskovskij Komsomolec», «Kommersant», «Тrud», «Кomsomol’skaja Pravda», «Pravda», «Nezavisimaja Gazeta», «Rossijskaja Gazeta», «Vremja Novostej», «Novye Izvestija» e «Novaja Gazeta».

L’approccio metodologico ha presentato alcune problematiche, derivanti dalla mancanza di parametri di confronto affidabili tra stampa russa e stampa italiana.

Un primo elemento a questo proposito riguarda il concetto di “quotidiano”. In Italia la parola “quotidiano” indica il fatto che il giornale ha 7 uscite settimanali. In Russia i principali giornali nazionali hanno 5 o 6 uscite settimanali. In questo senso, sulla base della definizione italiana i giornali russi non sono quotidiani.

A differenza dell’Italia, in Russia il costo del giornale è definito dal punto di vendita, in base al principio di concorrenzialità. Talvolta sulla prima pagina della pubblicazione è indicato il prezzo consigliato.

La struttura del giornale russo non segue la norma, data per assodato in Italia, per la quale nelle prime pagine si trovano i temi più seri, poi il livello di serietà del giornale scema man mano verso la lettura di intrattenimento.

È necessario aggiungere inoltre che la regione di Mosca è il focus tematico dei giornali nazionali. Per questo per gli stranieri è difficile formarsi un’idea completa della situazione della Federazione Russa.

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Il futuro del giornalismo russo
Il presente lavoro ha trattato dell’evoluzione della stampa russa dal crollo dell’Unione Sovietica ai giorni nostri, coprendo quindi un arco di tempo di circa venticinque anni.
Poiché la storia della stampa post-sovietica inizia solo con gli anni ’90, la creazione di un’identità è ancora in atto e molte sono le possibili evoluzioni.
In questo senso, da una parte il confronto con la stampa europea risulta più difficile, in quanto le evoluzioni storiche sono state molto differenti, dall’altra lo studio sulla stampa russa è un ambito ancor più affascinante, in quanto é un mondo ancora inesplorato.
Il giornalismo russo, nell’arco di tempo esaminato, ha dovuto confrontarsi con vari tipi di potere di natura sia pubblica che privata.
Lo stato e le grandi proprietà oligarchiche sono state le forze che maggiormente hanno influenzato l’evoluzione della stampa.
Se gli oligarchi hanno perso molto potere durante i due mandati di Vladimir Putin, sono però tuttora presenti e prevedibilmente manterranno la loro influenza ancora nei prossimi anni.
Lo stato continua ad essere per la stampa russa una forza con cui confrontarsi, sia nelle sue emanazioni dirette (come ad esempio la legislazione), sia in quelle indirette (le grandi società a partecipazione statale, come Gazprom).
Sicuramente nel rapporto tra media e stato influisce il pesante retaggio sovietico per cui i mezzi di comunicazione sono strumenti funzionali alle esigenze del potere statale.
Come è già stato rilevato, molte delle proprietà dei giornali russi sono costituite dai grandi gruppi legati al commercio delle risorse naturali (petrolio, gas).
Gazprom ha la proprietà del noto giornale «Izvestija»; il principale azionista delle «Novye Izvestija» è un gruppo petrolifero; Usmanov del gruppo metallurgico Metalloinvest è il principale azionista del «Kommersant».
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Non è facile immaginarsi il futuro della stampa russa, poichè molti processi sono ancora in atto ed esistono indubbie limitazioni.
Non di meno, la previsione del decano della facoltà di giornalismo dell’MGU di Mosca appare particolarmente interessante per affrontare qualche riflessione. Scrive Jasen Zasurskij:
Ci sono tre varianti:
la prima è quella ottimista. Le riforme economiche avranno creato un mercato civilizzato, orientato socialmente; i mass media otterranno il sostegno economico di un mercato pubblicitario più pluralista e vario e di un pubblico con maggiori possibilità economiche e con una più alta formazione scolastica. Di conseguenza, cresceranno le tirature dei giornali di qualità e nel complesso avverrà la de-politicizzazione e de-criminalizzazione del giornalismo. La sfera pubblica arriverà a compimento.
Il secondo scenario è pessimista. Il ruolo dello Stato sarà cresciuto così tanto che i mass media si saranno trasformati nella simbiosi della propaganda con il public relating, con la diffusione delle pubblicazioni di basso livello. La sfera pubblica è limitata.
Nel terzo scenario la stagnazione economica avrà determinato una stagnazione anche nel campo dei mass media, che cercheranno un lòoro percorso di miglioramento in rigide condizioni economiche. La tiratura calerà molto e con essa anche il livello qualitativo delle pubblicazioni, mentre aumenteranno tiratura e peso della stampa di massa. La pubblica sfera si contrarrà.[1]
Sulla base delle previsioni di Jasen Zasurskij è possibile fare alcune considerazioni.
Allo stato attuale non esistono ancora le condizioni per una reale economia di mercato nel settore dei mezzi di comunicazione. Perciò, da un punto di vista economico, mancano le condizioni essenziali per la stampa indipendente.
Da questa prima riflessione consegue che il primo scenario si presenta come irrealizzabile in un limitato arco di tempo.
Il secondo e il terzo scenario risultano più verosimili, considerando l’attuale tendenza della stampa alla commercializzazione e alla statalizzazione..
Nelle ipotesi del rettore emerge con forza il legame tra mezzi di comunicazione e sfera pubblica, ma al momento le potenzialità dei media come istituto sociale appaiono piuttosto limitate.

 

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I mezzi di comunicazione potrebbero favorire la creazione di una sfera pubblica maggiormente consapevole, che sappia utilizzare i nuovi strumenti della comunicazione per esprimersi liberamente e apertamente, ottenendo la possibilità di un controllo sociale efficace sulle strutture statali.
Le teorie recenti sui media affermano il concetto di “responsabilità sociale” degli stessi.
Invece, i media sono spesso serviti come oggetti di  manipolazione da parte di giornalisti, gruppi finanziari e strutture di potere. Ciò è ampiamente dimostrato da tutta la storia della stampa russa.
Se la fase culminante della guerra dell’informazione risale a quasi dieci anni fa, i processi di concentrazione dei media e di statalizzazione proseguono e si intensificano.
Questo talvolta porta a profondi contrasti tra le proprietà dei giornali e i giornalisti. Esempi di questo sono l’interruzione della pubblicazione delle «Novye Izvestija» nel 2003 come segno di contrasto con il magnate Oleg Mitvol’, il rinnovamento dello staff editoriale di «Izvestija» dopo la pubblicazione del reportage sui fatti di Beslan, il licenziamento nel 2005 da parte di Boris Berezovskij, del direttore generale e del direttore responsabile del «Kommersant».
Questi esempi indicano chiamanete quale sia il potere di intervento della proprietà nella conduzione del giornale e quanto gli interessi commerciali minaccino la qualità del prodotto giornalistico.
Conseguentemente, la fiducia nei mezzi di comunicazione come strumento sociale è piuttosto scarsa.
Secondo i dati del VCIOM (Centro Russo per lo studio dell’Opinione Pubblica), pubblicati da «Trud» l’11 marzo 2007, il 28% degli intervistati si fida soprattutto di parenti e amici stretti, il 27% del presidente russo, il 14% di colleghi e amici, 13% di uomini politici noti. Solamente il 7% degli intervistati si fida soprattutto dei giornalisti.
Questo indica che sempre meno persone sostengono che i media svolgono una funzione di difesa degli interessi sociali.
Altri freni allo sviluppo del giornalismo russo sono rappresentati da elementi economici, come l’alto costo della carta, il monopolio statale del settore poligrafico, il basso potere d’acquisto della popolazione russa.
Internet può aggirare queste problematiche, perché non richiede investimenti legati alla produzione di un oggetto concreto e i costi di produzione di un giornale online sono contenuti.
In questo senso, le nuove tecnologie informatiche possono fungere da stimolo per lo sviluppo e la diffusione della stampa, ma non possono essere regolare le questioni etiche e sociali del giornalismo russo.
Quindi è necessario investire  risorse nella formazione dei giornalisti e soprattutto favorire lo sviluppo dell’economia di mercato nel settore dei mezzi di comunicazione.

 


[1] Ja.I.Zasurskij, Tendencii funkcionirovanija SMI v sovremennoj strukture rossijskogo obščestva in Sredstva massovoj informacii Rossii, casa editrice Aspect Press, Mosca, 2005

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