Pensieri sparsi su Vladimir Vladimirovič Putin

Parrebbe che liberarsi di Vladimir Vladimirovič sia piuttosto complesso.
Si sapeva già.
E si sapeva doppiamente assumendo la consapevolezza che alle presidenziali del 2000 e del 2004 aveva oltre il 50% dei voti.
Siamo noi occidentali che vogliamo vedere Putin sempre sull’orlo del baratro. Lui sta piuttosto bene.
E come dice saggiamente Giulietto Chiesa su Limes (06/06), Putin è troppo giovane per volersi togliere dai giochi.
Indubbiamente la Russia non ha più il controllo sullo spazio del’ex Unione Sovietica (v. rivoluzione delle rose in Georgia, rivoluzione arancione in Ucraina), ma chi osserva la Russia da un po’ intuisce che nè il post-Politkovskaja, nè i movimenti di piazza di Mosca e S.Pietroburgo lo faranno crollare.
Sono una disillusa? No, sono realista.
Mancano le alternative a Putin in questo momento. L’opposizione per farsi forza ha dovuto assemblare personaggi estremisti del calibro di Limonov e moderati come Kasparov. Reggeranno come coalizione?
I nomi ventilati per il toto-presidente rimangono Medvedev, Zubkov, i delfini di Putin.
Vladimir Vladimirovič non ha messo mano alla costituzione, legalizzando un proprio terzo mandato. Sarà che sarebbe stata una mossa troppo palese.
Ma sta muovendo le pedine.
Mi ha fatto molto riflettere un articolo del Kommersant’ riportato dal penultimo “Internazionale” (5/11 ottobre 07),in cui il giornalista diceva che in Russia non si sa il nome nè la faccia del candidato alle presidenziali 2008 ma si sa già l’esito.
 

Ma ad un certo punto, tutto sommato, mi sembra che da queste parti si sia giudicato molto, invece di cercare di spiegarsi perchè Putin da 8 anni è lì.

Butto lì un po’ di elementi in ordine sparso, non con l’intento di difendere l’operato di Putin, ma di cercare di dare dei dati su cui ruminare.
1998: crisi economica
1999: El’tsin nomina Putin capo del governo
2000: Putin vince le elezioni presidenziali con il 52,94% dei voti
2004: Putin vince le elezioni presidenziali con oltre il 70% dei voti
Punti di forza: giovane età (48 anni), maturazione politica negli ultimi anni di Brežnev e primi di Gorbačёv, scelto direttamente dal presidente precedente ma riesce a staccarsene, si presenta come un uomo forte (si fa spesso fotografare in tenuta militare), deciso, sportivo (nota la passione per il judo), capace di rinverdire l’orgoglio nazionale (rispolvera l’inno sovietico cambiando il testo, parla di ruolo russo nel mondo), si stacca dai grandi oligarchi a cui El’tsin era legato e riesce ad indebolirli immensamente, mira a mantenere la stabilità politica ed economica, riesce ad avere dei risultati positivi nel campo economico, riduce la guerra civile in Cecenia ad un risvolto del terrorismo internazionale.

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