2a AVVELENATA (delirio letterario)

Se dico Anne Geddes qualcuno chiederà chi sia.
Se dico "bambino infilato in un vaso da geranio", tutti capiranno che sto parlando della fotografa neozelandese che come soggetto fotografico sceglie i bambini.
Non bambini che vede per strada, nei loro vestiti da gioco o in tenuta domenicale.
No, li spoglia e li riveste. Da animali, da fiori, da piante…
Caaaaari, qualcuno potrebbe dire.
Caaaaari che?! Immaginiamo una delle loro drammatiche storie.
 
 

La mamma si avvicinò piano al lettino di Billy Joe Junior.  Billy Joe era il padre, appunto, e la madre era quella mano profumata di colazione che ora scuoteva leggermente la piccola spalla.
Billy Joe si girò dall’altra parte; la sveglia a forma di gallo indicava le ore 6.

"Le 6? Forse è la volta buona che mi portano in montagna", pensò, e questo gli trasmise un’improvvisa voglia di alzarsi.
Ma ora che gli occhi impiastricciati di sonno iniziavano a cogliere i particolari, notò che la mamma era vestita troppo bene, nel suo tailleur rosa pastello.  Questo in effetti suonava un po’ strano.  Quale mamma rischierebbe mai di inzaccherarsi il vestito nuovo in montagna?

E infatti non si trattava di una gita. "Oggi è una giornata speciale, sai, Billy?" disse la voce calda della mamma. Non era la voce roca di chi si è svegliato da poco, e questo spiegava la mano che profumava da colazione e i piccoli tocchi femminili di bellezza.
"Se oggi va bene il tuo faccino diventerà famoso, la signora Anne sarà contenta e la mamma potrà comprarti qualcosa di nuovo".
Billy Joe rimase pensieroso, con l’impressione che avrebbe conosciuto la versione femminile di Babbo Natale.
La mamma gli diede la colazione, lo lavò con cura e lo vestì.  "Non è valido essere lavato fin dietro le orecchie di prima mattina.."
Ma la mamma stamattina era troppo veloce per opporre resistenza. Oppure Billy Joe era troppo assonnato per poterci riuscire. E mentre continuava a pensare, la speedymamma lo aveva già caricato in macchina e si avviava soddisfatta verso questa Anne.
Anne era una signorona bionda, alta e secca, a cui Billy Joe sembrava piacere.
Arrivarono di nuovo le frettolose mani della mamma, e lo svestirono. "Che gioco è questo?" pensava Billy "Mi hai appena vestito!".
Ma quello che Billy aveva appena indossato non era uno di quei vestiti ben inamidati che piacevano alla mamma. Era strananamente peloso, come se si trovasse dentro ad un pelouche.
Le mani presero Billy e lo misero su un tavolo, proprio accanto a due bambini vestiti da orsetto.
"Che buffi" pensò Billy "Fortuna che la mia mamma non mi farebbe mai una cosa del genere".

Accesero un faro grande, come un sole estivo che illuminava solo il tavolo.
Faceva caldo, sotto il faro. Billy Joe non riusciva più a trattenersi. 
 
"Dov’è finita la mia mamma? Io qui non ci voglio più stare, e poi fa caldo, e poi devo fare pipì…"
Con gli occhi cercava la mamma ma non la vedeva, accecato com’era dal grande faro-sole.
Non ce la fece più. Un liquido tiepido iniziò a bagnare il grande stupido peloso orsacchiotto.
 

5 pensieri su “2a AVVELENATA (delirio letterario)

  1. è un complimento sì! ci mancherebbe :) poi io definisco buffo anche ciò che è strano… (altro aggettivo di valore positivo 😉
    buffo… strano… il sorriso spiazzante!

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